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Charlie Hebdo: satira? Ma quando mai!!!

Commenti (9) Varie ed eventuali

Non è il momento per dirlo, visto quanto successo?

Può darsi, ma lo dico lo stesso.

I cosiddetti maestri di satira di Charlie Hebdo erano persone prive di ogni educazione e buon gusto che con la scusa della satira e della libertà di stampa pubblicavano articoli e vignette di pessimo livello, offensive, oscene, orribili e chi più ne ha più ne metta.

Erano dei provocatori di bassa lega, dei classici sedicenti pseudo intellettuali di matrice ‘sinistra’.

Razzisti, per di più.

Comunque, preghiamo per le loro anime.

9 Responses to Charlie Hebdo: satira? Ma quando mai!!!

  1. Ennio Cortuso ha detto:

    E’ vero, sono i fratellini del vecchio “Male”. Comunque, invece dell’inutile frase “je suis Charlie”, perche’ i giornali non osano mettere per qualche mese, tutti i giorni, una vignetta di Charlie dove si sbeffeggia l’islam? mi sembrerebbe piu’ coerente.

  2. Carmine ha detto:

    Può essere che fossero quello da lei detto, tuttavia questo non giustifica in alcun modo l’atto barbarico compiuto da cani sciolti nel nome di Allah. Anche Crozza fa satira su Papa Francesco, non per questo elementi cattolici in nome di Dio si sognerebbero mai di assassinarlo.

  3. Luciano Lanza ha detto:

    Caro Mauro non pregare per le loro anime: erano atei o agnostici. E il loro giornale era una boccata di aria fresca e controcorrente. Irriverente, certo, ma per fortuna… Quando negli anni Settanta ero più parigino che milanese una visita nella loro redazione era per me un momento di allegria. Certo erano di estrema sinistra e quindi non graditi dai signori di destra. E comunque non rappresentavano certo un pericolo, mentre il fanatismo islamico lo è. E lo sarà sempre più.

  4. Michele ha detto:

    Non condivido la tua satira ma sono pronto a dare la mia vita perché tu possa esprimerla: Voltaire forse direbbe così a Charlie Hebdo così provocatorio, unilaterale, compiaciuto della sua cattiveria ma anche libero e libertario e oggi ferito (anche a morte) dal fanatismo malvagio di una barbarie inquietante che socchiude scenari sinistri. Questo occidente così molle, così estenuato ma anche così caro a noi, così figlio del pensiero e del diritto greco-romani e del “genio del Cristianesimo” (per dirla con Châteaubriand) ama a tal punto al libertà da permettere la coltura, se non la cultura, di una satira malevola ma spesso anche piena di talento e intuizioni. Le matite della civiltà occidentale devono essere libere, qualunque scarabocchio esse abbozzino, fatto salvo il rispetto delle leggi.

  5. Michele Gaslini ha detto:

    Concordo assolutamente con l’amico Mauro, infatti, se, certamente, il brutale eccidio dei vignettisti francesi costituisce un fatto che va assolutamente esecrato, tuttavia, credo che, dall’increscioso evento, si debba trarre anche un’ulteriore considerazione.
    Di certo i musulmani, per una volta di più, hanno dimostrato la loro assoluta ed irriducibile incompatibilità rispetto ai nostri assetti sociali, reagendo, in maniera del tutto inconsulta, a fronte di quella che, per la verità, costituiva un’obiettiva offesa alla loro fede, ma non credo che, da questo, possa del pari inferirsi alcun giudizio moralmente positivo, intorno agli atti di offesa gratuita alle altrui religioni.
    In questo senso, dunque, rimane fermo il fatto di come ogni offesa gratuita inferta alla fede non manchi mai di costituire un atto eticamente aberrante, indipendentemente dalle eventuali aberranze che possano assumere le conseguenze che ciò possa comportare. Difficile, per tanto, individuare negli sfortunati vignettisti (la cui triste fine non possiamo che deplorare) dei “martiri della libertà d’espressione”, poiché, fra l’altro, se la libertà d’espressione dovesse identificarsi con la libertà di procedere al più volgare dileggio dell’altrui religione (rammentiamoci l’oscena rappresentazione della S.S. Trinità di recente diffusa dalle stesse vittime) non ci rimarrebbe altro, se non l’auspicio di un immediato ristabilimento del retaggio, morale e sociale, tipico delle età “più oscure” …

  6. Fabio Bombaglio ha detto:

    Credo che gli sforzi europei di laicizzazione forzata di tutto ( apparente relativismo totale, apparente divieto di vietare, ecc ) ci rendano ulteriormente “altro da … ” per gli islamici osservanti.
    Quel che è accaduto è orribile , è ovvio, ma ha il merito di metterci di fronte al fatto innegabile che quelli che presentiamo come i nostri valori fondanti ( libertà di opinione e di divulgazione delle opinioni, tolleranza, ecc ) non sono affatto universali.
    Valgono per noi , teniamoceli cari, ma evitiamo di crederli universali
    Fabio

  7. Antonio Cosentino ha detto:

    Libertà di satira? Direi che a tutto c’è un limite. La satira dovrebbe essere anche educativa, segnalando errori, esagerazioni, incongruenze. Ma non dovrebbe andare oltre l’irreparabile, calcolando la possibile eventuale reazione del malcapitato. Nei Paesi occidentali – tramontata la sfida a duello per riparare l’oltraggio – si è passati alle vie legali. In campo religioso – superata la condanna al rogo – si può rischiare la scomunica. E’ evidente, dunque, che qualcuno ha superato i limiti dellla satira non calcolando la possibile reazione di chi aveva preso di mira. Il senno di poi? No, c’erano già stati dei segnali in passato. Questo, certo, non giustifica in alcun modo la reazione di chi è stato preso di mira.

  8. Roberto Beacco ha detto:

    È sempre bello entrare nella tua pagina! Anche chi non è d’accordo non è mai volgare eppure questo argomento poteva provocare sentimenti molto accesi. Il mio stupore seguendo notizie ed articoli su questo evento è la mancanza assoluta alla critica di queste vignette che tutto avevano meno che satira. La libertà di stampa e di espressione così sbandierata non ha spazio! Sono solo vignette che insultano chi non ha gli stessi loro principi. Non solo islam, non solo cristianesimo (vedi ad esempio quel triste omaggio alla Trinità gay). Ora tutto il mondo piange un evento che viene dipinto come un oltraggio alla liberté ma quando ci sarà una manifestazione per il rispetto di chi non ha le tue stesse idee, i tuoi principi?

  9. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    Non comprendo, chi dice che la satira dovrebbe avere un limite?
    Quale limite?
    Al riguardo di cosa?
    Un credente di qualsivoglia religione può ritenersi offeso da vignette che ridicolizzano il suo credo?
    È vero; nelle stessa maniera posso ritenermi offeso io qualora la satira colpisca la squadra calcistica del Toro.
    Dite che sono questioni diverse?
    Certo, in nome del Toro nessun suo tifoso ha mai ucciso; in nome del Toro nessuno dice ad altri con chi e come fare sesso; in nome del Toro non si chiede di regolare la propria vita sulla base di un’ipotesi, statisticamente assai improbabile, dell’esistenza di un essere supremo.
    Se non si dice chiaramente tutto ciò, non illudiamoci di fermare la violenza islamica.
    O si combatte l’Islam in nome del laicismo o si soccombe.
    Porsi sul piano della guerra tra religioni servirà solo a dire qualche sciocchezza su Lepanto ed a portar voti ai vari Salvini, non a cambiare qualcosa.

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