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Il vino delle grandi occasioni

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Lorenzo Benzi

Gentile Direttore,

i pranzi e le cene che accompagnano le festività non sono ancora terminati e vorrei approfittarne per dare un consiglio utile sui vini che inevitabilmente appaiono sulle tavole in queste occasioni.

Vorrei invitare chi mi legge a incominciare, se non l’ha già fatto, a saccheggiare la propria cantina aprendo finalmente le vecchie bottiglie tenute da parte perché andavano bevute ” solo nelle grandi occasioni”.

Poiché le “grandi occasioni” sono sempre più rare e soggette a valutazioni spesso contrastanti in famiglia, le bottiglie preziose rimangono sempre lì, in attesa della volta buona.

E intanto invecchiano e quando finalmente la “grande occasione” è arrivata, il vino contenuto si dimostra molto al di sotto delle aspettative.

E’ un po’ come se di fronte alla disponibilità di una bella ventenne di concedergli le sue grazie un uomo temporaneamente rinunciasse, perché ci sarà un altra occasione, tanto lei può aspettare .

Passano gli anni, c’è la buona occasione, l’uomo si ricorda finalmente delle fanciulla e al momento di considerarla seriamente si rende conto che è tremendamente invecchiata, una grossa delusione insomma .

Ecco,  il vino della bottiglia che finalmente avete stappato, dopo tante rinunc , si comporta allo stesso modo: una delusione nel bicchiere!

Perché dovete tenere presente che, una volta imbottigliato, il vino è pronto per il consumo.

Ha provveduto l’azienda imbottigliatrice  a rispettare  i tempi e le normative imposte dai disciplinari di produzione e di conseguenza il prodotto è pronto per affrontare il palato del consumatore.

D’accordo, non è una regola fissa,  tra l’imbottigliamento e il consumo ci sono dei tempi ragionevoli che si possono dilatare, ma forzarli irragionevolmente normalmente peggiora il risultato .

Tranne alcuni vini rossi di grande struttura, Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco, Amarone della  Valpolicella, Primitivo di Manduria, Sfurzat della Valtellina,  qualche Chianti Classico, Merlot del Ticino, Bordeaux, per citarne qualcuno tra i più conosciuti che possono meravigliarvi anche dopo una stappatura veramente tardiva, gli altri, specialmente i vini bianchi e rosati, possono essere bevuti quando raggiungono la vostra tavola per poterne apprezzare in pieno le caratteristiche .

Per fare un paragone concreto pensate che una bottiglia di bianco o rosato, tranne pochissime eccezioni, invecchia ogni anno come  se per la fanciulla sopra citata ne passassero  dieci.

Bevete oggi un Pinot Grigio, un Verdicchio, un Soave, un Cerasuolo rosato di recente vendemmia e immaginatelo tra cinque anni come la fanciulla a settanta !!

Per i vini rossi il rapporto è un poco meno impietoso.

Pertanto rinnovo l’invito a bere tutte le bottiglie che avete amorevolmente conservato ricordandovi che la “buona occasione” è subito ma quando  siete soli  o con i vostri famigliari senza proporre i vostri presunti gioielli a commensali magari disattenti o che non hanno il coraggio di dirvi che il pranzo era ottimo ma il vino era troppo vecchio.

E poi rinnovate la vs. cantina compatibilmente non con la disponibilità del vostro portafoglio ma con l’obbiettivo di farne una dispensa intelligentemente assortita non un museo .

 

Lorenzo Benzi   (nato tanti anni fa  “in una botte”).

One Response to Il vino delle grandi occasioni

  1. Antonio Cosentino ha detto:

    Sono d’accordo completamente con l’esperto di vini, soprattutto per la parte riguardante “la disponibilità di una bella ventenne” di fronte alla quale non si deve anche temporaneamente rinunciare: non ci sarà un’altra occasione, lei non aspetta. Esperienza personale (non proprio con una ventenne, ma con una giovane donna).

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