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Sono contrarissimo da sempre all’embargo USA contro Cuba

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Essendo il mondo pieno di persone che hanno grandi difficoltà a capire le cose, non pochi, letto l’intervento nel quale affermavo che quel poveraccio di Barack Obama (subito osannato dagli ignorantissimi giornalisti che l’hanno dato per fatto) ha parlato ieri a vanvera o del quasi nulla non essendo di sua competenza, ma del congresso, la fine dell’embargo USA a Cuba, non pochi, dicevo, hanno pensato che io sia stato e sia favorevole a quell’infelice, da qualunque parte lo si voglia guardare, provvedimento.

Per carità, ho scritto infinite volte, e già dal 1958 a guerriglia in corso, che gli Stati Uniti nei confronti della Rivoluzione Castrista si sono comportati in modo a dir poco scriteriato.

A mio parere – e il mondo avrebbe vissuto una ben diversa storia – l’America avrebbe dovuto subito appoggiare la lotta di Fidel e soci contro Fulgencio Batista.

Non averlo fatto, difendendo invece un regime corrotto e una Cuba sostanzialmente preda della mafia, organizzando dipoi la fallimentare impresa della Baia dei Porci, decidendo e perpetuando l’embargo, è stata – a parte ogni giudizio morale – una sequela di errori gravi e gravidi di conseguenze infelici per gli stessi USA che hanno cominciato allora (per il vero, ma la cosa è dimenticata, già nel 1954 con la faccenda guatemalteca e la costrizione all’esilio di Arbenz Guzman) a perdere la presa nei riguardi dei Paesi latino americani e ad apparire ancor più imperialisti agli occhi di un mondo nel quale il non allineamento andava organizzandosi (è del 1961 la Conferenza di Belgrado voluta da Tito e partecipata da un gran numero di governanti di Paesi che andavano cercando collocazione autonoma rispetto ai due blocchi e che di certo non potevano, nella temperie, avvicinarsi a un’America che si mostrava prevaricatrice).

Ciò detto, ritengo ogni embargo negativo per chi lo decida e spesso, se non sempre, gravemente nocivo nei confronti della parte di popolazione più debole e indifesa dei Paesi al quali tocca subirlo.

Eticamente riprovevole, in questi casi!!!

Da ‘repubblicano del cuore’ come mi ritengo riguardo agli USA, spero che il partito che fu di Lincoln comprenda che è ora di normalizzare i rapporti con Cuba e non si lasci condizionare in quest’ambito dal fatto che è questa la direzione verso la quale vorrebbe portare il Paese quel poveraccio di Obama (la cui posizione è stata definita “stupida” dallo speaker della camera John Boehner).

Comprensibile, comunque, la presa di distanze di Marco Rubio che ha eccepito che di fine dell’embargo si potrà parlare seriamente quando l’isola sarà tornata alla democrazia.

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