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Babbo Natale non ride ed è smorto

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Peppino Brianza

Mauro ciao.

Oggi Babbo Natale lo vedrei così: a metà fra l’impegnato, il perplesso e il rincoglionito.

E pure scolorito, lavato col bianchetto.

No: non riesco a dire che siccome non c’è alternativa…

Quello che mi fa male è che, se accettiamo (e non dobbiamo) l’idea che non c’è alternativa, dall’altro canto dovremmo vedere un cantiere all’opera produttore di idee, di progetti, di come uscire da questa merda vergognosa e piena di falsità.

Invece no: anche le teste pensanti si sono zittite: quasi incredule che si possa scendere così in basso.

Girano looppando dentro uno schema senza uscite.

Io ce l’ho con le teste pensanti: al contrario di queste, le teste ‘facenti’ operano alla grande facendo il loro mestiere, ma senza una meta, in pura inerzia di moto, e purtroppo molto rubando.

Sembra una grande orchestra che suona: uno strano spartito: alcuni suonatori ‘stonano’, e le stecche si sentono anche a grande distanza: ma l’orchestra continua a suonare, stesso stile, stesse musiche, stesse stecche.

In questi mesi mi sono rifugiato – vilmente ma con gioia – in una serie di studi, di riflessioni attinenti ‘visioni’ di taglio internazionale ed europeo: vedi, Altiero Spinelli era una grandissima figura: era un ‘uomo necessario’ : ma non sufficiente: perché non era pragmatico: e senza ‘pragmaticità’ tu non fai strategia, ma sogni.

Con Riccardo Gaiolini mi sono tuffato in riflessioni che mi dicono cose che tre mesi fa’ non sospettavo: si viene dipanando una visione che ti dice non solo l’assoluta instabilità della UE – se vuoi pure appariscente – ma anche quali evoluzioni siano da attendersi forse non a fra molto: certo: nessuno è indovino: ma noi non stiamo cercando di guardare dentro una sfera di cristallo: ci sforziamo di cercare di chiarire a fondo i dati del problema, di capire che siamo in  guerra – una tremenda guerra valutaria, feroce come l’ultima – e soprattutto di analizzare i ‘veri’ interessi dei paesi in gioco e come questi interessi si leghino e vengano condizionati dal principio di ‘causa/effetto’: ci siamo resi conto che prima ancora di pensare a stendere un ‘progetto economico’ per il nostro Paese (lo scrivo ancora con la maiuscola, nonostante tutto) occorre avere la sensazione di come stiano evolvendo i ‘grandi giochi’, all’interno e contro i quali non possiamo fare nulla, se non immaginare una strategia nostra per sgusciare il più possibile fuori da tenaglie mortali.

Sì: sono grandi paroloni: ma impegnandoci un po’ si riescono a capire alcune cose molto importanti e tanto tanto cogenti.

Ecco perché il mio Babbo Natale non ride ed è tanto smorto: perché davvero altro non può fare.

Mi piacerebbe poter parlare con te di queste cose: fuori da ogni pubblico, ma con il giusto impegno civile.

Intanto abbiti auguri da una persona che ti stima molto.

Peppino Brianza

One Response to Babbo Natale non ride ed è smorto

  1. maria ha detto:

    vado ancora per sogni e per chimere.

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