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Mid Term Elections 2014: significative in vista del 2016?

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A bocce ferme, a risultati consolidati, tornerò ampiamente ad occuparmi delle Mid Term Elections del 4 novembre.

Rispondo qui ed ora alla domanda che in vista delle presidenziali del 2016 tutti si pongono: la sonora sconfitta democratica sta forse ad indicare che tra due anni prevarrà di certo il candidato repubblicano?

Nessuna certezza per una serie di ragioni.

1) il 4 novembre ha votato un numero assai contenuto di americani: centoventi milioni di elettori sono rimasti a casa.

E’ pur vero che anche quando si elegge l’inquilino di White House l’affluenza è assai raramente massiccia, ma insomma…

2) i votanti erano per la maggior parte anziani e bianchi e appunto tra gli anziani e i bianchi i repubblicani sono ancora in maggioranza.

3) lo scarsissimo appeal di Barak Obama ha grandemente influito mentre il candidato democratico del 2016 sarà necessariamente diverso e critico nei confronti del suo operato (anche Hillary Clinton si è ricollocata ed è da tempo avversa alla politica obamiana).

4) tra due anni, se la campagna del partito dell’asino sarà comme il faut e il candidato ‘giusto’, torneranno a votare, in prevalenza democratico, gli appartenenti alle etnie per ora ancora minoritarie: ispanici e neri soprattutto.

Bisogna, però, ricordare che i dati storici parrebbero dire il contrario.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, quattro le precedenti presidenze durate due mandati.

In tre di quei quattro casi, dopo, l’eletto era un esponente del partito avverso a quello del presidente uscente:

Dopo Eisenhower, repubblicano, Kennedy, democratico.

Dopo Reagan, repubblicano, G.H. Bush, repubblicano (è l’eccezione).

Dopo Clinton, democratico, G.W. Bush, repubblicano.

Dopo G.W. Bush, repubblicano, Obama, democratico.

Obama