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Cantello, olim ‘Cazzone’

Nessun commento Varie ed eventuali

Ripropongo oggi questo mio oramai antico testo in ragione della recente elezione del sindaco di Cazzone a presidente della Provincia di Varese

Ancora nello scorso Ottocento, ben dopo la costituzione del Regno d’Italia, il comune di Cantello conservava l’antica denominazione di Cazzone, come fedelmente riportano le carte geografiche dell’epoca o, per lo meno, quelle talmente particolareggiate da comprendere anche i piccoli centri dell’attuale provincia varesina.

A quel che narrava Piero Chiara, a nessuno sarebbe venuto in mente di cambiare quel nome se non fosse intervenuto un fatto del tutto nuovo ed imprevedibile.

Con la formazione del Regno e con la costituzione delle Armi nazionali (dall’Esercito alla Polizia, alla Guardia di Finanza, ecc.) capitò che in quella zona di frontiera trovasse collocazione un insediamento di Guardie di Finanza.

Ora, come del resto accade ai nostri giorni, la composizione del Corpo in questione era dovuta, per la maggior parte, a militi delle regioni meridionali della nostra penisola per i quali il nome del paese aveva un ben chiaro significato dispregiativo..

A Cazzone arrivarono, così, i vari Esposito, Liotta, Caruso e via elencando.

Tutto bene fin quando gli stessi non dovevano comunicare a casa, ai propri familiari, il loro indirizzo che evidentemente veniva a suonare pressappoco così: caporale Esposito Salvatore, Cazzone.

Insopportabile!

E, naturalmente, ancora più deprimente era ricevere da casa e dagli amici lettere, di volta in volta, di meraviglia, di rammarico o di presa in giro.

Rapidamente la protesta montò e, con essa, la richiesta immediata di trasferimento ad altra sede.

Vista la situazione, da più parti si pensò alla necessità di un cambiamento del nome del paese ma, nell’attesa, era pur necessario trovare altra collocazione ai furenti finanzieri meridionali.

E così, continuava Chiara, fu deciso di trasferire in tutta fretta i contestatori ad altra destinazione.

Non si sa se per pura insipienza o per volontà persecutoria nei confronti dei poveri malcapitati, ma la nuova sede indicata fu quella di Figazzo (oggi, Lieto Colle), ridente paesino dell’alta Lombardia.

Dalla padella alla brace: da Cazzone a Figazzo.

Solo col cambiamento del nome dei due paesi la questione fu finalmente risolta ed i bravi finanzieri si misero l’animo in pace.

Ma, almeno per quel che riguarda Cazzone, non tutto fu così facile, perché (mi assicurava sempre Piero ma si può dubitarne) in zona si costituì rapidamente un Comitato cittadino per il mantenimento al paese del nome originale e, subito, qualcuno propose il motto sotto il quale fu combattuta (purtroppo, invano) la battaglia.

Suonava così: “Cazzoni siamo e cazzoni resteremo”.

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