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Come e perché i giornali falsificano le notizie

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La Stampa, sabato 20 settembre 2014.

Prima pagina, titolone:

“Due miliardi per i disoccupati”

Ora, la notizia in cotal modo e maniera sparata è falsa!

E lo si vede subito: basta leggere le righe in sedicesimo, non strillate, subito sotto:

“La riforma del lavoro è fondamentale per il governo e Renzi mette a disposizione – saranno stanziati già nella Legge di Stabilità – tra 1,5 e 2 miliardi di euro per finanziare l’indennità di disoccupazione allargata, ogni anno, a partire dal 2015.”

Quindi e pertanto.

1 L’importo non è stato già stanziato. Sarà se va bene indicato in una proposta di legge e potrà essere annullato, ridotto, ampliato secondo gli umori del parlamento o del governo stesso.

2 Perché due miliardi quando lo stesso governo parla di una cifra non precisa e possibilmente inferiore?

Si dirà che il titolo deve attirare l’attenzione e pertanto enfatizzare la notizia.

Resta il fatto – ed è per questo che così si procede e opera – che i lettori più superficiali e meno avveduti (il novanta per cento a dir poco) leggeranno solo quello e crederanno che i due miliardi siano disponibili.

Uno dei diecimila possibili esempi del come e in qual modo i giornalisti – a qualsivoglia organo o testata cartacea, radiofonica, televisiva o internettiana appartengano – sostengano, in ginocchio, la politica degli annunci!!!