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Il Corriere ‘filopalestinese’: replica alle critiche

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Un caro amico, ha replicato giorni fa al mio precedente intervento sul tema in epigrafe scrivendo “Per ora gli israeliani vincono mille morti a undici”.
Ecco la mia risposta:

Caro Roberto,
ho letto il tuo commento a proposito del mio articolo sul Corriere a mio modo di vedere sostanzialmente filopalestinese.
Il numero dei morti nella Striscia di Gaza deriva dal fatto che gli estremisti odiano gli israeliani più di quanto amino i loro figli e dal fatto, incontestabile, che ritengono che maggiore risulti il numero dei loro caduti, specie se bambini, più Israele perda appoggi e consensi.
Tutto questo a parte e dopo averti chiesto cosa dovrebbero fare gli israeliani (forse accettare di essere attaccati, bombardati, uccisi senza reagire?), invero, come in moltissimi altri casi, la questione si trascina da decenni per la totale imbecillità di quanti, politici e uomini comuni che li seguono, hanno ritenuto ogni volta di intervenire impedendo che una guerra con vinti e sconfitti determinati dal campo mettesse fine alle ostilità almeno per qualche decennio.
No, ogni volta si è intervenuti (le ‘grandi potenze’ o l’accolita di idioti che siedono all’ONU rappresentando per due terzi Stati dittatoriali antidemocraticamente retti e satrapie) per fermare le ostilità provocando nel tempo tensioni sempre più gravi e alla fine irrevocabili, causando più morti di quanti ne avrebbe provocati un serio conflitto.
Come diceva Oscar Wilde – ti ricordo che Jorge Luis Borges ha affermato che tutto quello che Wilde esprimeva in forma di aforisma (li chiamiamo così, ma erano battute delle sue commedie o del ‘Ritratto di…’) era assolutamente vero – “ogni volta che l’uomo compie qualcosa di sciocco e di rovinoso lo fa con le migliori intenzioni”!
Stammi bene.
Mauro