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Spadolini vent’anni dopo

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Giovanni Spadolini – storico, saggista, direttore di giornali, docente universitario, presidente del senato, presidente del consiglio (il primo non democristiano dal dopoguerra), uomo di profonda cultura e preparazione umanistiche e chi più ne ha più ne metta – cominciò a morire il 16 aprile del 1994, allorquando, per un solo voto, la Camera Alta così come era uscita dalle elezioni di fine marzo, non lo confermò sullo scranno presidenziale.

La maggioranza sortita dalle urne, con un atto deplorevole considerata la grandezza dell’uomo, gli preferì un altro (per carità, una degnissima persona!) ferendone l’amor proprio, l’animo e il corpo irrimediabilmente.

Avevo conosciuto e incontrato due volte Spadolini, la seconda, di minor conto, in occasione, nel 1987, del sessantesimo anniversario della Provincia di Varese, quando, dalle sue mani, avevo ricevuto un piccolo riconoscimento essendo io stato consigliere provinciale, eletto nelle fila del PLI, tra il 1975 e il 1978.

La prima, molto più significativa, credo nel 1970.

Piero Chiara, all’epoca mio maestro di vita, con i suoi celebri elzeviri, era tra i principali collaboratori della Terza Pagina del Corriere che il fiorentino dirigeva.

Chiamato a rapporto in via Solferino, Piero mi chiese di accompagnarlo e durante il viaggio d’andata, da par suo, mi mise al corrente della leggenda che concerneva il grand’uomo.

Giovinetto, Spadolini era andato da una maga che gli aveva predetto che sarebbe diventato docente universitario, direttore de Il Resto del Carlino, direttore del Corriere della Sera, presidente della repubblica.

“Ora”, concluse Chiara, “le prime tre previsioni si sono avverate. Per la quarta occorre aspettare. Ma, ricordalo, lui ci crede!”

I venti minuti di conversari nel mitico ufficio direttoriale in via Solferino trascorsero in un lampo.

Nulla di trascendentale.

Un incontro tra amici guardando a futuri impegni assai bene accetti.

Giovane come ero, li avevo trascorsi con qualche soggezione.

Allorché, anni dopo, Spadolini incontrò la politica con grande successo, pensai che prima o poi anche l’ultima visione della maga avrebbe trovato conferma.

Vent’anni fa fra poco, il 4 agosto del 1994, come sopra ricordato, se ne andò lasciando un vero e sentito rimpianto e un qualcosa di incompiuto.

Giovanni Spadolini

Giovanni Spadolini