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Quello che i bocconiani non capiscono

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di Giuseppe Brianza

Lo so: è un argomento difficile e complesso: che perfino la stragrandissima maggioranza dei nostri ‘economisti’ (anche se targati Bocconi) non capisce: te lo ribadisco in musica: non capisce: perché il ‘territorio di coltura’ dei loro orizzonti è essenzialmente ‘amministrativo’: mentre il problema è esclusivamente ‘manageriale’.

‘Manageriale’: caratteristica dell’incontro fra aziende e mercati: la componente amministrativa serve solo per conoscere la nostra impresa per poterla porre nella miglior relazione possibile col ‘market’.

Ma quel che ti invio è vero: e fino a quando il ‘sistema imprenditoriale’ italiano continua a dar credito alle voci ‘bocconiane’, beh, da questo pantano non verremo mai fuori.

Non mi prendere per un visionario: ma di quel che leggi dei meccanismi comparati nel comportamento delle imprese ‘grandi’ e delle imprese ‘PMI’, credimi, i ‘bocconiani’ non se lo immaginano neppure: perché – respinti dai milioni di sciur Brambilla – non conoscono per nulla questo mondo economico.

Domandati: ma perché è accaduto che il nostro Paese è diventato il campione mondiale del ‘terzismo’? Che, per incidens, è

Il mondo di quei business a minor redditività

Che vive se qualcuno gli passa ordini: non può andare a contatto con l’end-user

Che non si può avvantaggiare né del ‘made in  Italy’, nè dell’estro nazionale e neppure dell’arma – potentissima – della pubblicità

Che appartiene al mondo dei business più controllabili, controllati e a minor tasso di fidelizzazione della clientela.

Sembrerebbe così logico che una nazione come la nostra debba indirizzarsi verso quel mondo di business che vivono di ‘prodotti finiti, a catalogo’ e non di semiprodotti come è obbligatorio nel mondo terzista: ma prova a parlare di questi argomento in qualsiasi Assindustriali, Cam.Commercio, Ass. di categoria: territori della più becera burocrazia: ti guarderanno sempre con occhi bovini e diffidenti: ma che dice costui? Ma la vada a raccontare ad altri…

Spero in te

Ciao

Peppino Brianza