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L’apostolo Tommaso è arrivato in Messico?

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Allorquando, poco dopo l’inizio del Cinquecento, i portoghesi arrivarono in India, sulle coste del Malabar, con enorme sorpresa, scoprirono che in loco esisteva da tempo immemore una fiorente comunità cristiana.

Tradizione vuole che tale comunità fosse sorta poco dopo la metà del primo secolo dell’era volgare per iniziativa dell’apostolo Tommaso.

D’altra parte, Didimo (come veniva anche chiamato) era, per così dire, un vero giramondo: aveva predicato lungamente in Siria, soggiornato a Babilonia e non si era negato un viaggio anche in Cina.

Qualcuno afferma sia arrivato – primo turista? – anche alle Seychelles!

Tutte vicende non ignote agli studiosi.

Quel che ebbe invece  a sostenere nel 1794 in una, all’epoca e per qualche tempo, in quelle terre, famosa e contestatissima omelia (e dipoi a ribadire malgrado le condanne ecclesiali piovutegli addosso) il domenicano Servando Teresa de Mier – successivamente deputato dello Stato di Nuova Leòn, fiero e sconfitto oppositore della piega federalista presa dalla Costituzione messicana del 1824 – è oggi ignoto ai più.

Secondo padre Servando, l’apostolo Tommaso era arrivato – dobbiamo pensare verso l’anno cinquanta del predetto primo secolo – anche in Messico predicando specialmente in nome della Vergine Maria.

Non che, contrariamente a quanto accaduto in Malabar, la sua predicazione abbia lasciato colà traccia veruna.