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La ‘memoria dell’acqua’: l’assoluta ignoranza al riguardo di Wikipedia

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A proposito della ‘memoria dell’acqua’, Wikipedia – ricettacolo di sciocchezze, inesattezze e maldicenze al quale tutti ricorrono come fosse un oracolo -, oggi, 16 luglio 2014, scrive:

“Il concetto di ‘memoria dell’acqua’ fu proposto per la prima volta da Jacques Benveniste (1988)…”

Ora, per la dovuta e non riscontrata esattezza, fin dall’antichità si sapeva, per fare un solo esempio, che l’acqua calda si congela più rapidamente.

Come ricorda Federico Di Trocchio (‘Il genio incompreso’, 1997), ne parlavano già Aristotele e Bacone, evidentemente qualche anno prima del citato 1988.

Lasciando da parte l’allora studente tanzaniano Erasto Mpemba e il suo professore che riportarono all’onore delle cronache l’argomento, la spiegazione più interessante del fenomeno è quella a suo tempo fornita dal grande (grande) chimico/fisico Giorgio Piccardi.

Sosteneva il docente che “le strutture che collegano le molecole d’acqua con legami di idrogeno subiscono una serie di cambiamenti nel corso dei passaggi di stato (ad esempio da liquido a solido), cambiamenti dei quali resterebbe traccia nell’acqua in virtù di fenomeni di isteresi.

In altri termini, l’acqua potrebbe memorizzare (e quindi ricordare) il percorso energetico ed entropico che ha subito nella fase di riscaldamento e, durante il congelamento, lo ripercorrerebbe in senso inverso con una maggiore velocità dovuta appunto al ‘ricordo’…”

Da qui, poi, le interessantissime speculazioni intellettuali di Piccardi a proposito dell’influsso dei fattori ambientali sulla non riproducibilità dei fenomini.

Ma questa è un’altra storia.

Resta il fatto che della ‘memoria dell’acqua’ (come di infiniti altri temi), contrariamente a quanto scrive coi piedi Wikipedia, si sono occupati decisamente in molti e ben prima del criticabile e in effetti criticato Benveniste.

Jacques Benveniste

Jacques Benveniste