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Scherzi della memoria

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Parigi, primavera 1989.

Sui campi del mitico Roland Garros, nel corso degli Internazionali di Francia di tennis, vero ‘campionato mondiale sulla terra rossa’, nel singolare machile, si verifica qualcosa di inaspettato, di inimmaginabile, di incredibile.

Uno sconosciutissimo giocatore cino americano, venuto, sembrerebbe, dal nulla, sconfigge in un memorabile match il campionissimo dell’epoca Ivan Lendl.

Si chiama Michael Chang.

Ora, e potete chiederlo a chiunque segua il tennis con passione e perfino a quanti ne scrivono, quel ‘memorabile’ evento sportivo viene collocato da almeno il novanta per cento delle persone interessate – non dagli ignari – in finale.

Si ricorda, cioè, che vincendo quell’incontro Chang abbia conquistato il Roland Garros.

Così non è: Lendl si è nell’occasione inchinato a Chang – in finale, in seguito, vittorioso su Stefan Edberg – addirittura negli ottavi.

La memoria fa di questi scherzi (approfittando di questi e consimili abbagli, vinco un certo numero di scommesse).

Perchè?

Credo si tratti di un processo mentale in base al quale non si può pensare che un grande avvenimento non si sia verificato nel momento più importante.

Nel caso, quindi, necessariamente in finale!

Michael Chang

Michael Chang