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Napolitano? Ma quante volte ha cambiato idea?

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Certo, si dice che solo gli imbecilli non cambino mai idea.

Ma come definire quelli che le cambiano tutte (tutte) a seconda di come tira il vento?

Un esempio a caso: Giorgio Napolitano.

Fu fascista in gioventù, ma cambiò appunto idea quando il fascismo cadde.

Fu comunista dal dopoguerra al 1991, ma cambiò idea quando il PCI si sciolse.

Fu assolutamente favorevole all’invasione dell’Ungheria nel 1956 (“Un atto di umanità da parte dell’URSS”, dichiarò al riguardo ufficialmente alla Camera), salvo riposizionarsi quando opportuno.

Fu contrarissimo – e oggi ne è strenuo sostenitore – all’Europa (seguendo le determinazioni in materia del predetto PCI) e per quanto specificamente riguardava l’entrata dell’Italia nello SME, il 13 dicembre 1978, ancora alla Camera, dichiarava ufficialmente e testualmente: “Il nuovo sistema monetario” invece “di contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei Paesi più deboli della Comunità, delle economie europee e dell’economia mondiale” serve “a garantire il Paese a moneta più forte, ferma restando la politica non espansiva delle Germania Federale e spingendo un Paese come l’Italia alla deflazione”.

Ad essere buoni (ad essere moooolto buoni), verrebbe da concludere che il signor Napolitano, in vita sua, di idee non ne abbia mai avuta neppure una!