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La Camera dei rappresentanti USA

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I membri della camera dei rappresentanti (gli eletti alla camera bassa negli USA non si chiamano deputati in quanto, appunto, ‘rappresentano’ il popolo) – a parte i sei non aventi accesso al voto che vengono da Guam, Isole Vergini Americane, Samoa Americane, Distretto di Columbia, Puertorico e Marianne Settentrionali – sono quattrocentotrentacinque.

Ogni Stato ha diritto, in ragione della sua popolosità, a un numero proporzionale di rappresentanti, (ogni decennio, nell’anno con finale zero, si effettua un censimento federale anche e soprattutto per verificare i cambiamenti che comportano una differente distribuzione degli eligendi), ragione per la quale, per fare due esempi, la California ne conta cinquantatre mentre l’Alaska solo uno.

La Corte Suprema ha stabilito che le singole circoscrizioni nelle quali si vota debbano avere più o meno lo stesso numero di abitanti.

Resta, comunque, assegnato agli Stati il compito di delimitare dette circoscrizioni. (In nota, il fenomeno conosciuto come ‘Gerrymandering’)

I candidati devono avere almeno venticinque anni, essere cittadini americani da non meno di sette e risiedere, al momento delle elezioni, nello Stato nel quale si presentano.

Il mandato è biennale e le elezioni si tengono nell’electoral day, il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre degli anni pari.

Quando le votazioni non sono in programma assieme a quella del presidente, si parla di ‘mid term elections’ (ovviamente ‘elezioni di medio termine e il ‘termine’ al quale si fa riferimento è quello del mandato presidenziale).

Nota: Come detto, la composizione dei collegi elettorali per la Camera dei Rappresentanti è negli USA di competenza dei singoli Stati ed è sempre stata motivo di dibattito e di critiche essendo possibile disegnarli in modo da favorire l’elezione di un esponente piuttosto dell’uno che dell’altro partito.

L’ideatore del sistema, ovvero colui che per primo creò ad arte distretti elettorali delimitati sia da un punto di vista geografico che demografico – tenendo conto dei risultati delle precedenti consultazioni villaggio per villaggio e città per città – in modo da rendere quasi certa la vittoria di un candidato vicino alle sue posizioni politiche, fu il governatore democratico del Massachusetts degli inizi dell’Ottocento Elbridge Gerry, successivamente (nel 1813 e nel 1814) arrivato alla vice presidenza.

Dopo l’intervento di Gerry, la carta geografica dello Stato sulla quale erano tratteggiati a colori i confini dei diversi collegi appunto per le elezioni alla Camera aveva assunto un singolarissimo aspetto sicché un pittore vedendola disse: “Sembra una salamandra (in inglese, salamander)”, al che un amico presente corresse: “Non una salamandra ma una ‘Gerrymandra’ (in inglese ‘Gerrymander’ con un evidente gioco di parole ispirato dal cognome del governatore)”.

Da qui, ‘Gerrymandering’ che è il vocabolo con il quale, da allora, gli americani indicano il giochetto truffaldino in questione.