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James Weaver e il partito populista USA

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Approdato al grado di brigadiere generale verso la fine della guerra di secessione, dapprima repubblicano, in corsa per White House nel 1880 in quota Greenback Party, James Weaver fu tra i fondatori nel 1890 del partito del popolo, o populista.

Erano i populisti ultrademocratici in economia (anticapitalisti e antitrust), conservatori in politica e tendenzialmente razzisti.

Al congresso appunto del 1890 tenuto a Topeka, Kansas, fece seguito due anni dopo una seconda adunata in quel di St Louis.

La ‘platform’, colà adottata dal nuovo movimento fu così introdotta all’assemblea da Ignatius Donnelly:

“Ci riuniamo al centro di una nazione ridotta sull’orlo della rovina morale, politica e materiale.

La corruzione domina le urne, i parlamenti statali, il congresso e raggiunge persino l’ermellino del giudice.

La gente è demoralizzata…

James Weaver

James Weaver

I giornali sono finanziati o imbavagliati; l’opinione pubblica è messa a tacere; gli affari vanno in malora; le nostre case sono coperte di ipoteche; i lavoratori sono in miseria; la terra è concentrata nelle mani dei capitalisti”.

Nel luglio del medesimo anno, a Omaha, Nebraska, il partito scelse quale candidato a White House proprio il predetto Weaver.

Fu la sua una più che onorevole campagna e il giorno delle elezioni conquistò oltre un milione di voti popolari, quattro Stati (Colorado, Kansas, Idaho e Nevada) e ventidue delegati.

I populisti, di lì a quattro anni, caddero nell’errore di appoggiare per la presidenza il democratico William Jennings Bryan.

Fu un errore, dicevo, perché le loro istanze finirono per disperdersi soffocate da quelle espresse dal partito dell’asino (la nobile bestia era il simbolo dei democratici fin da quando Andrew Jackson, indicato appunto come un asino, aveva detto di ammirare quell’animale e di non sentirsi offeso per l’epiteto) fra l’altro sconfitto dai repubblicani guidati da William McKinley.

Pochi anni ancora e il movimento del popolo cessò di avere ogni e qualsiasi espressione elettorale nazionale.