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In memoria di Vito Favero

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1953,1954,1955,1956,1957…Cinque edizioni – nel 1952, Fausto Coppi aveva trionfato – del mitico Tour de France senza che un italiano facesse davvero sperare i tifosi di essere in grado di vincere.

Nel successivo 1958 la nostra spedizione partì disposta a sostenere le azioni del nuovo capitano, il ‘toscano triste’ Gastone Nencini.

Con lui nella nazionale alcuni ottimi comprimari e gregari di lusso.

Tra questi, Vito Favero.

Com’è, come non è, è proprio Favero che conquista la maglia gialla.

La perde.

La riprende.

Mancano due tappe e c’è una maledetta cronometro.

Vito, contro l’orologio, non va ma il più vicino in classifica è Charly Gaul, neanche lui un fulmine di guerra a cronometro.

Niente da fare: Gaul strappa la maglia e Favero finisce secondo sul podio di Parigi.

Perde la grande occasione e non ne avrà altre.

E’ passato a miglior vita pochi giorni orsono.

Io mi ricordo, Vito.

Mi ricordo.