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Il Corriere e gli Stati Uniti (la cui storia non conosce)

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29 maggio 2014, Corriere della Sera, pagina 16, titolone: “Da West Point la dottrina Obama ‘Basta con le avventure militari'”.

Più sotto, nella medesima pagina, trattando di George Walker Bush, nel testo: “Esportare la democrazia. Questa la risposta escogitata dalla presidenza GWB per rispondere alla minaccia terroristica”.

Poi, a pagina 41 per la penna assai leggera di Beppe Severgnini nella rubrica ‘Italians’: “Jimmy Carter venne scelto perchè non era Richard Nixon, Ronald Reagan perchè non era Jimmy Carter, Bill Clinton perchè non era George H. Bush, George W. Bush perchè non era Bill Clinton…”

Ora, a parte l’orripilante “la risposta…per rispondere”, per cominciare, sarebbe stato opportuno segnalare che non v’è nulla di nuovo nelle dichiarazioni obamiane così sintetizzate: da sempre, infatti, i democratici dicono di essere contrari alla guerra e da sempre le fanno. Wilson intervenne nel primo conflitto mondiale, F.D.Roosevelt nel secondo, Truman in Corea, Kennedy e Johnson in Vietnam, Clinton in Serbia.

Dopo di che, l’esportazione della democrazia, lungi dall’essere una invenzione di G.W.Bush, fu teorizzata negli anni Quaranta dell’Ottocento, ovviamente da un democratico che in cotal modo giustificava le guerre espansionistiche USA dell’epoca. Si trattava di John O’Sullivan creatore della teoria del ‘Destino manifesto’.

Infine, scrivere in sequenza senza distinguere come fa il leggerissimo Severgnini porta a confondere (del resto, se si è confusi si confondono gli altri) i lettori: nel mentre, infatti, le precedenti affermazioni possono, sia pure con qualche licenza non da poco e zoppicando (dimentica, il Nostro, che il predecessore sconfitto da Carter era Gerald Ford e conoscendone l’impreparazione lo perdoniamo a fatica), stare in piedi, così non è a proposito di Clinton e George Walker Bush. Il secondo Bush, come anche i bambini sanno, non spodestò, come gli altri citati fecero con i predecessori, Clinton giunto al termine del secondo mandato e quindi non ricandidabile.

Che disastro!