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‘Cose dell’altro mondo’, un film consigliato da Vittorio Salerno

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Nel settembre del 2011 è uscito in molte città italiane un film sovvenzionato anche dal Ministero Beni Culturali, del cinquantenne regista napoletano Francesco Patierno che ha debuttato nel 2002 con il film Pater familias.

Un film interessante, insolito, che pare ideato da Dino Buzzati o da Gogol per la sua straordinaria impostazione fantastica.

Un film di denuncia di certo malcostume italiano, che disprezza ipocritamente la mano d’opera extracomunitaria, ma se ne serve abbondantemente perché ne ha bisogno.

Ecco la trama: (da Wikipedia)

Mariso Golfetto è un industriale veneto razzista, con molti dipendenti extracomunitari sia nella sua fabbrica che come collaboratori domestici e una relazione extraconiugale con una prostituta nigeriana.

La figlia Laura, maestra elementare, con cui non si parla da anni, ha ad insaputa del padre una storia con un dipendente di colore della fabbrica, dal quale aspetta un bambino.

L’ex ragazzo di Laura, un poliziotto di nome Ariele, è geloso e tenta di riconquistarla. Anche lui è razzista, ma ha assunto una badante extracomunitaria per la madre.

Una sera va in onda in tv un discorso di Golfetto, il quale in maniera becera chiede che tutti gli extracomunitari tornino ai loro paesi, arrivando a chiamare “uno tsunami purificatore” nei loro confronti.

Quella notte stessa, durante un violento temporale tutti gli extracomunitari scompaiono nel nulla senza lasciare traccia.

Il film segue poi le vicende dei vari personaggi, tutti più o meno colpiti dalla scomparsa degli stranieri: Golfetto deve risolvere la grave crisi in cui si trova la sua fabbrica, rimasta con un pugno di operai, e imparare a gestire insieme alla moglie la propria casa privata dei collaboratori domestici, ma è anche profondamente sconvolto dalla sparizione della prostituta con la quale aveva instaurato un profondo rapporto affettivo. Laura è anch’essa distrutta per la sparizione del suo compagno e preoccupata per il bambino che aspetta, ma anche per i numerosi bambini stranieri che aveva nella sua classe. Ariele ha difficoltà a trovare chi si occupi della madre anziana, e su richiesta di Laura si mette ad investigare per trovare le persone scomparse. Le vicende dei tre protagonisti si intrecciano con quelle di un gruppo di bambini che va alla ricerca dei propri compagni di classe spariti, cercandoli in un grosso tubo di scarico di liquidi che si trova in uno stagno, in quanto il padre di uno di loro gli aveva detto che gli stranieri erano andati nelle fogne. Sono inoltre citati di sfuggita numerosi altri disagi dovuti alla scomparsa degli stranieri, come la chiusura di fabbriche, benzinai, ristoranti e altre attività, il sovraccarico degli ospedali per l’assenza di personale infermieristico, la perdita della maggior parte dei raccolti, lo stop dei trasporti per la mancanza di camionisti e numerosi incidenti dovuti all’utilizzo di manodopera non qualificata.

Un film interpretato magistralmente da tre attori in gran forma: Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea e la bella e pluripremiata Valentina Lodovini, che abbiamo apprezzato tra le altre interpretazioni in Benvenuti al nord e …al sud.

Un film coraggioso, godibilissimo che avrebbe meritato un grosso successo di critica e di pubblico, ma la maggior parte dei frequentatori delle sale cinematografiche, in questi anni ‘strani’, probabilmente non amano i film d’impegno civile e di denuncia sociale.

Lo si può ricuperare in DVD, e passare due ore in buona compagnia.

Vittorio Salerno