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Indovinato Brighenti

Nessun commento Varie ed eventuali

“Nomen omen”, dicevano i latini intendendo che nel nome affibbiatoci dai genitori è già scritto il nostro carattere e prefigurato il destino al quale andiamo incontro e, d’altra parte, così la pensava Tommaso Landolfi che in ‘A caso’ scrisse appunto “Ogni nome reca una certa carica di destino”.

Molte volte, però, gli appellativi traggono origine da errori o stravaganze.

Come tutti sanno, dopo la prima guerra mondiale, un buon numero di neonati italiani vennero battezzati ‘Firmato’ solo perché il mitico Bollettino della Vittoria stilato al termine del conflitto si concludeva con le parole “Firmato Diaz”.

Particolare, per non dire di più, il comportamento del padre di Libero, Corso e Sofia Bovio – antifascista convinto e per ciò stesso perseguitato dal regime – il quale chiamò in cotal modo i suoi figli per ricordare con amarezza la cattedra universitaria che, dopo infinite tribolazioni, gli era stata assegnata: si trattava di un ‘Libero corso di filosofia’.

Tutto ciò mi torna alla mente oggi pensando  a Giulio Nascimbeni che, al telefono, anni fa, mi raccontava che a Verona era morto pochi giorni prima Indovinato Brighenti al quale il padre aveva assegnato quello stranissimo nome perché venuto al mondo dopo quattro sorelle.

Allorché, anni dopo, la famiglia Brighenti crebbe ancora di numero per la nascita di una quinta bambina, l’immaginifico genitore fu capace di superarsi: la chiamò ‘Rinnovata’!

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