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Il tennis e il Corriere, 13 aprile 2014

Commenti (1) Sport

Corriere della Sera, domenica 13 aprile, nelle pagine dedicate allo sport, un lungo articolo sul tennis.

Te ne compiaci: in un contesto ‘calcistico’ a più non posso, finalmente uno sport ‘minore’ ma importante.

Chissà?

Tratteranno delle notevoli imprese della squadra di Davis?

Delle tenniste azzurre tornate alla ribalta (alla Pennetta vincitrice a Indian Wells e alle per il vero declinanti Schiavone, Errani e Vinci si va aggiungendo una giovane e forte Camila Giorgi)?

No!

Tre quarti di pagina riservati al gossip: sul Corriere (non sul Tempo di Canicattì) si parla di tennis per raccontare e celebrare l’amore nato da poco tra Fabio Fognini e Flavia Pennetta.

Quale la ‘misura’ del quotidiano?

Quale la considerazione che ha dei propri lettori?

Quale la ‘misura’ di questi lettori?

One Response to Il tennis e il Corriere, 13 aprile 2014

  1. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    Penso che il quotidiano pubblichi ciò che ritiene esser gradito ai lettori.
    Questi vogliono veramente ciò?
    Temo che sia così, e questo dà la ‘misura’ dei lettori.
    Per quanto riguarda la ‘misura’ del quotidiano, ritengo che esso sia in linea con le altre testate: il livello è basso, molto basso.
    È sempre stato così? Non proprio, anzi, direi sicuramente di no.
    È proficuo leggere giornali al giorno d’oggi?
    Io lo faccio, ma non mi sento di consigliarlo a tutti, specialmente a chi è giovane.
    Per età e per conseguente formazione sono un uomo ‘analogico’; ai ragazzi consiglierei di esser sempre più ‘digitali’, di informarsi attraverso il web, attraverso i social, di soffermarsi soprattutto su twitter, di esser molto prudenti con la televisione.
    Che lo sport, qualsiasi sport che non sia il calcio, non venga quasi più considerato se non a livello gossip, è ormai un triste dato di fatto; ed in un certo senso ciò vale anche per il calcio: pensiamo ad esempio alla tanto dibattuta ‘vicenda di corna’ di questi giorni, che ha per protagonisti due calciatori argentini.
    La pochezza dei quotidiani tuttavia, a mio parere, non si evidenzia solo nello sport, ma in tutto.
    Da cosa dipende?
    Qui il discorso si fa complesso è semplice al tempo stesso.
    Complesso perché spiegarlo non è breve e tanti sono gli esempi da proporre; semplice perché si può porre una data, che a mio parere è uno spartiacque: la caduta del muro di Berlino.
    Tutto inizia da lì.
    La questione, come ho detto, non può esser trattata in poche righe; quindi chiudo, per non tediar l’amico Mauro ed eventuali altre persone che avran avuto la pazienza di soffermarsi sulle mie modeste parole.
    Se poi vi fosse interesse al riguardo del mio pensiero, sarò ben lieto di esplicarlo.
    Un saluto ed un augurio di trascorrere una serena Pasqua a tutti.
    Marco Giuseppe Nebbia

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