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Fortuna

Commenti (1) Varie ed eventuali

2014.

Primi di aprile.

Via Staurenghi.

Verso le sette di sera.

Fermo, al semaforo rosso.

Sul marciapiedi a sinistra, risalendo, avanza, ricurva, una figura.

Renato.

Trentacinque anni almeno che non lo vedo.

E’ malandato.

Borbotta.

Non sta bene.

Alla vista, non sta bene.

 

Mi passa d’accanto.

Non lo chiamo.

Non lo saluto.

Non gli chiedo come va.

Ho una scusa pronta.

Per me stesso, ho una scusa pronta.

Sul sedile posteriore della macchina c’è Giulio.

Sette anni.

Come reagirebbe?

Meglio lasciar perdere.

 

Verde.

Parto.

Dopo, non torno indietro.

Inutile, mi dico.

Chissà dove è finito nel frattempo Renato.

 

Ricordo.

Rifletto.

Era uno del giro.

Uno dei tanti che se faceva un ‘pieno’ alla roulette di Campione o beccava un vincente alle Bettole si diceva fortunato.

Poi, passa il tempo e pochi ce la fanno.

 

Lui?

Pare proprio che la dea bendata non l’abbia assistito.

Spesso mi chiedo perchè abbia assistito me!

One Response to Fortuna

  1. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    Bella domanda il perché taluni ce la facciano ed altri no.
    La mia risposta?
    Un po’ di quel che si semina indubbiamente si raccoglie; non si può unicamente parlar di fortuna, merito e demerito van riconosciuti entrambi.
    Poi vi è però tanta casualità, veramente tanta.
    Così la penso io, che esulo totalmente da qualsiasi discorso religioso, che non anelo a nulla di trascendentale.
    ‘Ciò che deve venire è qui’, come dice Salvatore Quasimodo, in un suo indimenticabile componimento.
    Da tutto ciò si può trarre un insegnamento?
    A mio parere sì.
    Uno ‘stato sociale’ deve esistere.
    Certo bisogna combattere gli sprechi, combattere abusi e furti.
    Tuttavia non si può unicamente smantellare.
    Una riflessione sugli Stati Uniti: critichiamo pure la riforma del Presidente Obama, ma… perché, nel Paese che vuol proporsi a guida del mondo, l’aspettativa di vita è inferiore rispetto a molte altre nazioni?
    È una domanda che i cittadini di tale nazione dovrebbero porsi.
    Magari taluni se la pongono anche, e la risposta è: “Perché se hai meno soldi ti curi molto peggio; e se hai meno soldi è perché hai più fallito, e questo dipende unicamente da te, quindi non venire ora a piangere, non pretendere di essere assistito”.
    È una risposta molto chiara.
    Io non la condivido.

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