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La mappatura delle diatomee, ovvero perché la svizzera ‘funziona’

Commenti (5) Varie ed eventuali

Le diatomee sono alghe unicellulari non flagellate.

Rappresentano una delle più importanti classi di microalghe in ambiente marino e di acqua dolce.

Ora, se e quando una persona annega in un fiume, in un lago, in mare, nell’autopsia, esaminando i liquidi ingurgitati e in particolare appunto le diatomee necessariamente introdotte nell’organismo con l’acqua, si arriva a determinare il luogo preciso nel quale il mal destinato è morto.

Questo in ragione del fatto che le predette diatomee differiscono tra loro e quelle, che so?, di Portofino (per andare al famoso caso delle contessa Augusta Vacca) sono distinguibili da quelle di qualsiasi altro braccio di mare.

Così, nei fiumi, ansa per ansa, e nei laghi, riva per riva.

Tutto ciò, se si conoscono le diatomee di ogni braccio di mare, di ogni ansa di fiume, di ogni riva di lago.

Ebbene, gli svizzeri hanno da tempo ‘mappato’ le diatomee dei loro corsi o bacini d’acqua.

Non solo, aggiornano regolarmente tale mappatura con particolare cura e attenzione.

Ecco, ammesso che in Italia – diciamo, solo in Lombardia, per restringere il campo – si decidesse di fare altrettanto, potremmo mai arrivare a una mappatura seria, affidabile?

Chi mai, davvero, provvederà sia a realizzarla con precisione sia ad aggiornarla?

E’ come sempre questione di educazione e istruzione e conseguente metodicità.

Gli ‘svizzerotti’, – come spesso si dice per mettere in luce la loro da noi supposta minore elasticità, la loro ‘semplicità’ -, sono educati, istruiti materia per materia e metodici.

Noi, e ce vantiamo!, no.

5 Responses to La mappatura delle diatomee, ovvero perché la svizzera ‘funziona’

  1. Giancarlo Moruzzi ha detto:

    Io, insegnante in pensione, nella mia carriera ho avuto in classe due studenti svizzeri. Erano tutti e due intelligentissimi e molto diligenti. Degli Svizzeri non posso che parlare bene. Ho avuto anche una insegnante di lettere di Zurigo. Non condividevo certe sue idee, ma era professionalmente eccellente. Prima di parlarne male, cerchiamo di fare come loro! Piuttosto mi vergogno della cialtroneria e del pressapochismo di certi Italiani. Giancarlo Moruzzi

  2. Carlo Gabardini ha detto:

    Noi solo idioti?
    Abbiamo fatto l’impianto per il risanamento del lago di Varese prelevando le acque di fondo bilanciandole con quelle del Bardello in uscita. Il tutto è costato circa 6 milardi di lire. Dopo 3 anni di esercizio tutto è stato fermato e ora le pompe sono sul fondo completamente inservibili ed il quadro elettrico lo si può vedere a Biandronno dove c’è il trampolino ( memoria del Regime).
    Saluti

  3. Elisa Bortoluzzi ha detto:

    Grazie Mauro,
    in più di vent’anni è la prima volta che leggo qualche cosa di positivo scritto da un italiano sulla Svizzera.
    Un caro saluto
    Elisa

  4. Luigi Tirelli ha detto:

    Non capisco perché l’autore dell’articolo se la prenda con gli Italiani, i quali – a suo dire – se la prenderebbero con gli Svizzeri e si vanterebbero della propria mancanza di precisione. A me pare semmai che lo sport nazionale degli Italiani sia la denigrazione degli Italiani, e che proprio questa mancanza di autostima sia la causa di molti mali dell’Italia. Chi non ha amor proprio non combinerà mai niente di buono.

  5. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    È vero che noi italiani spesso ci denigriamo in maniera esagerata; è però altresì vero che spesso compiamo tale operazione anche verso altri popoli.
    Gli svizzeri sono tra i nostri bersagli preferiti.
    Ho sentito ripetere fino alla nausea l’affermazione al riguardo di una Svizzera che in secoli di storia ha prodotto unicamente gli orologi a cucù, mentre noi…
    È uno dei motivi per cui non guardo più ‘Quarto potere’!
    Non parliamo poi di quando Maurizio Costanzo, in televisione, menzionava la Confederazione Elvetica: pareva parlasse di Marte!
    Conosco la Svizzera.
    Diciamocelo chiaro: sotto aspetti come quello menzionato dall’amico Mauro, da questa nazione abbiamo molto da imparare.
    Perché non dirlo, in tutta sincerità?
    Non siamo forse migliori ammettendo le nostre pecche?

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