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Pedemontana? Non si farà mai!

Commenti (1) Varie ed eventuali

Marzo/aprile 2014, un grido di dolore si leva dalle prime pagine della stampa locale, cartacea e on line, varesina e dalle pagine di cronaca dei quotidiani nazionali: “Banche e governo ‘abbandonano’  la Pedemontana e i cantieri si fermano.Entro il 9 aprile stop a tutti i cantieri, compresi quelli della tratta A e delle tangenziali di Varese e Como, se banche, Cipe e ministero non tireranno fuori i soldi.A rischio tremila posti di lavoro e la variante per Expo.”

1 aprile 2014, la Prealpina informa a tutta pagina che i lavori sono bloccati, e non m’importa il perchè (la magistratura, pare).

Aprile 1968, quarantasei anni fa: da poco direttore della oggi defunta Azienda Autonoma di Soggiorno di Varese, ricevo una raccomandata urgente dal Ministero dei Lavori Pubblici (all’epoca, le Regioni non esistevano ancora).

Chiede il ministero agli Enti locali di esprimere una opinione in merito al progetto, già in essere, che tratta della costruzione di una nuova autostrada che congiungerà Varese, Como, Lecco e Bergamo.

Si chiamerà Pedemontana.

Raggiungo trafelato lo studio notarile dell’allora presidente dell’Azienda suddetta dottor Luigi Zanzi.

Gli porgo la raccomandata dimostrando tutto il mio entusiasmo per l’iniziativa e chiedendogli l’autorizzazione a includere l’argomento nel prossimo ordine del giorno del consiglio.

Mi guarda con simpatia e, per quanto celato, compatimento.

“Guardi”, mi dice, “metta pure il tema all’ordine del giorno, ma sappia che questa autostrada non la vedranno finita neppure i suoi nipoti!”

AVEVA RAGIONE!

One Response to Pedemontana? Non si farà mai!

  1. Carmine Ferrara ha detto:

    La notizia del blocco della Pedemontana non mi ha del tutto colto di sorpresa. C’erano già state avvisaglie nel recente passato di ostacoli di natura finanziaria ed ambientalistica. Quello che mi lascia basito sta nel fatto di come si possa intraprendere un’opera di questa portata senza avere le necessarie coperture economiche “blindate” che ne garantiscano l’esecuzione. Qui si parla di altre 3.000 persone e relative famiglie messe in strada (più indotto). Con queste premesse, mi comincia a sorgere anche il dubbio circa la reale possibilità di realizzare l’EXPO 2015. Siamo proprio un Paese alla frutta ( ahimè ). Il suo aneddoto relativo alla “chiaroveggenza” del Notaio Zanzi è comunque stupefacente.

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