mdpr1@libero.it

John Steinbeck sceneggiatore

Commenti (2) Cinema

Viva Zapata

regia di Elia Kazan

sceneggiatura di John Steinbeck

con Marlon Brando, Anthony Quinn, Jean Peters, Joseph Wiseman, Alan Reed e Margo

 

Mille e mille i più o meno grandi scrittori americani prima o dopo approdati ad Hollywood per cercare fortuna e, soprattutto, guadagni in veste di sceneggiatori.

Non molti i successi, pressoché infiniti i fallimenti (che scrivere una buona sceneggiatura sia cosa tutt’affatto diversa ebbero, fra gli altri, modo di scoprirlo perfino veri giganti della letteratura quali Francis Scott Fitzgerald, Dashiell Hammett, Raymond Chandler, William Faulkner e James Cain).

Ernest Hemingway, capita l’antifona, si dette al riguardo una regola ben precisa: vendere al più caro prezzo possibile ai cinematografari il soggetto ricavato dal proprio racconto o dal proprio romanzo, disinteressarsi assolutamente dello script e – per non soffrire – non andare a vedere mai e per nessuna ragione il film conseguente.

Non contento, invece e di contro, che dalle sue opere fossero state ricavate una decina di pellicole, il futuro premio Nobel (lo riceverà nel 1962) John Steinbeck portò assai brillantemente (ne ricavò una candidatura all’Oscar peraltro non andata a buon fine come le due precedentemente ottenute nel 1944 e nel 1945) a termine all’inizio degli anni Cinquanta del trascorso Novecento la stesura della sceneggiatura di un grande film.

Si tratta di ‘Viva Zapata’, realizzato nel 1952 dall’altrettanto abile e capace Elia Kazan e interpretato alla grandissima da un Marlon Brando decisamente in parte, naturalmente nel ruolo del protagonista, e da un perfetto Anthony Quinn (il fratello Eufemio), successivamente premiato con l’Oscar quale ‘non protagonista’.

La pellicola, che si avvale di uno splendido bianco e nero dovuto al fotografo Joe McDonald, fu girata totalmente in esterni e la storia, decisamente romanzata e non aderente alla verità ma assai coinvolgente, è quella del famosissimo rivoluzionario messicano seguito dal 1909 alla morte (1919) nelle sue lotte, contro i diversi dittatori o pressappoco (Porfirio Diaz, Victoriano Huerta, Venustiano Carranza e Alvaro Obregon) susseguitisi alla guida del Paese, volte ad ottenere la ridistribuzione della terra ai poveri campesinos.

Intento di Steinbeck e di Kazan era quello di dimostrare che il potere corrompe e che per evitare che ciò accade è bene restarne lontani.

Inoltre che la rivoluzione è in qualche caso necessaria ma che assai spesso è tradita da coloro stessi che l’hanno voluta.

2 Responses to John Steinbeck sceneggiatore

  1. Vittorio Salerno ha detto:

    E’ uno dei film che ho amato di più, ma non ricordavo fosse stato scritto da John Steinbeck, e uno dei film dei quali il mio amico Tony (Anthony Quinn) me ne parlava spesso mentre preparavamo il film su STRADIVARI (vidibile su Youtube digitando ANTHONY QUINN -STRADIVARI). Un’interpretazione straordinaria, forse assimilabile a qualla che Marlon Brando fece ne FRONTE DEL PORTO, e ne IL SELVAGGIO; una regia ‘ispirata’, essenziale, perfetta.Un film di grande impegno civile, che andrebbe rieditato in DVD o blu-rey per farlo conoscere alle nuove generazioni. Un caposaldo della cinematografia americana, e non solo, che ricordo come l’avessi visto ieri. Il finale di Zapata che viene crivellato dai colpi sparati dai ‘regulares’ è mitico, ma ancor più mitico il finalissimo che vede i campesitos che aspettano il ritorno di Zapatas.”Ridotto a quel modo, poteva essere chiunque…”dicono, mentre osservano il bianco cavallo di Zapata correre sulle montagne, criniera al vento…
    Vittorio Salerno

  2. vittorio ha detto:

    Eureka! Ho scoperto, la cosa più ovvia, che esiste VIVA ZAPATA! in DVD gia da 10 anni! Io l’ho ordinato subito su Ibs.it, e lo consiglio a tutti coloro che non l’hanno visto o se lo ricordano poco. Mi ringrazieranno. I film belli, quelli ben riusciti, non sono moltissimi, a mio parere un centinaio, e conviene tenerseli stretti per poterli rivedere ogni tanto, come si rilegge Dante o Hemingay più volte nella vita. Secondo me sono: La strada e 8 e 1/2 di Fellini, Roma città aperta, Ladri di biciclette, Luci della città e Tempi Moderni di Chaplin, Rashomon e Sogni di Kurosawa, Bernadette, Shane, Mezzogiorno di fuoco, Ombre rosse, Il cielo sulla palude, Quo vadis, Ben Hur, Il vangelo secondo Matteo e Accatone di Pasolini, About de souffle di Goddard, Cleò dalle 5 alle 7, della Vardà, Metropolis, La passione di Giovanna d’Arco, Le vacanze di messier Hulò di Tatì, Taxi draiver, Indagine su un citadino al di sopra di ogni sospetto, La città nuda, Quarto potere, Le chiavi del Paradiso, il Settimo sigillo e Il posto delle fragole, In nome della legge, Divorzio all’italiana e Quel maledetto imbroglio di Germi, Il braccio violento della legge, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Un uomo da marciapiede, Gungadin, Biancaneve e i sette nani, Nuovo cinema Paradiso, L’inchiesta, Fumo di Londra, Compagni di scuola, La vita è bella, Era note a Roma, Fronte del porto, Il selvaggio, Le stagioni del nostro amore, C’eravamo tanto amati e La famiglia di Scola, La ciociara, Barabba, Il Posto e L’albero degli zoccoli di Olmi, Impiegati e Il cuore altrove di Avati, Senso e Morte a Venezia, 2001 Odissea nello spazio, La rosa purpurea del Cairo e Midnigth in Paris di Allen, Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, e naturalmente Viva Zapata! I primi 64 capolavori che mi vengono in mente, così alla rinfusa. Poi ce ne sono un’altra cinquantina…
    Buona visione!
    Vittorio Salerno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *