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Smantellare in Namibia la Concordia?

Commenti (1) Varie ed eventuali

Pare che smantellare la Concordia costi la bellezza di duecento milioni di euro.

Quanto si spenderebbe, mi chiedo, se la si portasse fin sulle coste della Namibia e la si facesse colà arenare?

Mille e mille, negli ultimi secoli, difatti, le navi di ogni tonnellaggio trainate fino alla ‘Costa degli Scheletri’ namibiana e dipoi, poco alla volta, smantellate da quel particolare ‘popolo’ di ‘operatori’ che vive appunto demolendo i navigli e commerciandone le parti.

E non occorre pagarli per la bisogna!

La Costa Concordia

La Costa Concordia

One Response to Smantellare in Namibia la Concordia?

  1. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    Ogni volta che ripenso a tale vicenda il mio disgusto rimane inalterato.
    Disgusto per il signor Schettino, disgusto per le compagnie di navigazione.
    Mentre la mente di gaudenti capitani è impegnata a circumnavigare le procaci forme di signorine moldave e non, dolorosi fatti accadono.
    Dolorosi assai quando comportano la collisione tra nave e scogli e la conseguente morte di persone.
    Fatalità? Evento eccezionale?
    Non penso proprio. Tutto ciò molto mi rammenta il mondo del ciclismo.
    Anche qui situazioni che, una volta acclarate, destano stupore.
    Il tal atleta è risultato positivo ad un controllo antidoping?
    Ma chi l’avrebbe mai detto! Squadra e sponsor sono pronti a dissociarsi! Massima fermezza e severità verso chi bara!
    Se qualcuno chiede spiegazioni, ad esempio: “Ma non vi sembrava strano che nelle volate il ‘treno’ potesse mantenere dei ritmi che…”.
    Per carità, tutti cadono dalle nuvole. Sospetti? Ma quando mai!
    Lo stesso accade per le crociere.
    Sarà mica una prassi che signorine ‘distraenti’…?
    No, tranquilli, episodio singolo, responsabilità del comandante e buonanotte suonatori.
    Sarà, ma io tranquillo non lo sono per nulla; e soprattutto sono indignato.
    Lo so, qualcuno potrebbe dire: ” Ma che t’indigni? Ma dai, alla tua età! Il mondo gira, gira sempre dalla stessa parte; non lo hai ancora capito?”.
    Certo che ho capito, ma purtroppo non posso fare a meno d’indignarmi.
    Sono fatto così. Esser fatti così, in termini scientifici, è una questione di neurotrasmettitori chimici.
    Indi non posso cambiare.
    Mi indigno. Mi indigno perché vi son dei morti; ed a me la parola ‘morti’ fa ancora effetto, la giudico inaccettabile se collegata alle modalità di tale evento.
    Che aggiungere?
    Un mio pensiero: nel programmare una vacanza valutiamo bene molti fattori.
    Ogni volta che succede una tragedia si parla di fatalità. Non è così.
    Faccio un esempio, tratto dalla mia vita quotidiana.
    Ho lavorato per molto tempo nel settore ‘ valigeria’.
    Le persone erano molto attente al riguardo dell’acquisto di un bagaglio: qualità, robustezza, dimensioni, tutto veniva valutato con profonda attenzione.
    È giusto, significa essere oculati.
    Si è tuttavia parimenti oculati al riguardo del mezzo di trasporto usato?
    Non mi pare proprio.
    Mi avvalgo dell’aiuto del cinema.
    In un famoso film, Tom Cruise, si rivolge al fratello artistico, interpretato da Dustin Hoffman, sostenendo che nessuna compagnia aerea è esente dell’aver avuto incidenti.
    Quest’ ultimo replica che non è vero, citando un nome.
    Uscito il film, le azioni di tale compagnia ebbero un’impennata.
    Voglio quindi dire unicamente questo: stiamo attenti, valutiamo bene.
    Lo so, non è molto, ma altro non possiamo fare.
    Possiamo solo esser noi a prevenire, perché dopo, che rimane?
    La giustizia? Magari in un altro mondo, per chi ci crede.
    Marco Giuseppe Nebbia

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