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Come Hollywood ha rappresentato i presidenti USA

Commenti (2) Cinema, USA

John Quincy Adams – alla Casa Bianca dal 1825 al 1829 – a quel che mi risulta, non era mai stato rappresentato sul grande schermo fino al 1997, allorché Steven Spielberg lo collocò tra i protagonisti di ‘Amistad’ ed incaricò Anthony Hopkins di raffigurarlo non più in carica ma nelle vesti di membro della Camera (sconfitto dopo un solo mandato, non si ritirò e venne più volte eletto parlamentare) e di avvocato antischiavista.

Altri presidenti americani non hanno mai avuto l’onore nemmeno di una citazione da parte dei cineasti di Hollywood: John Tyler (che pure è colui che ha unito il Texas agli USA), Millard Fillmore (per il vero, sbiadito) e Warren Harding (che era invece un divertente ed impenitente ‘manigoldo’, di notevole ignoranza ma decisamente amato dal popolo, che pensava al gioco e alle donne molto più che alla politica).

Il capo dello Stato e, insieme, il personaggio storico maggiormente rappresentato è invece Abraham Lincoln con circa centoquaranta film senza contare i documentari.

Niente male, poi, Ulysses Grant (più nelle vesti di generale a capo dei Nordisti, però) e i due Roosevelt (magnifico Brian Keirth nella caratterizzazione di Theodore Roosevelt nel coinvolgente ‘Il vento e il leone’ di John Milius).

Poche, per il vero e di contro, le pellicole importanti o almeno di un qualche pregio che la cosiddetta Mecca del cinema ha ambientato nel vivo di una campagna elettorale (non necessariamente solo per White House), nell’ambito di una convention o che ha dedicato ad illustrare i meccanismi che regolano i rapporti tra presidenza e congresso.

Notevole, e di qui conviene partire, la descrizione che dei processi di selezione dei candidati (appunto dalla candidatura alle primarie) e delle contrapposizioni tra democratici e repubblicani (che, per inciso, essendo normalmente invisi ad Hollywood, raramente vengono rappresentati al meglio) dà l’ottimo ‘Il candidato’, girato da Michael Ritchie nel 1972, scritto da Jeremy Larner ed interpretato da Robert Redford.

E’ la storia di un ‘figlio di papà’, avvocato e progressista in qualche modo ‘kennediano’, convinto a correre per il senato nazionale in rappresentanza della California.

Puro ed adamantino, vincerà accettando, ahilui, molti se non tutti i compromessi della politica.

Brian Keith nel ruolo di Theodore Roosevelt in 'Il vento e il leone'

Brian Keith nel ruolo di Theodore Roosevelt in ‘Il vento e il leone’

Divertente – ma siamo anche qui ad affrontare una campagna per un posto in uno dei due rami del Congresso – ‘Ciao Julia, sono Kevin’, realizzato nel 1994 da Ron Underwood, nel quale Geena Davis e Michael Keaton si calano benissimo nei panni di due scrittori di discorsi elettorali, ovviamente l’uno democratico e l’altro repubblicano, il cui operato ci fa ben comprendere quanto poco contino le idee (se pure esistono) del candidato che, per il solito, altro non fa pubblicamente che leggere quel che un ignoto ghost writer ha scritto per lui

Primarie e caucus fanno da sfondo al mediocre ‘I colori della vittoria’ (1998), di Mike Nichols.

John Travolta ed Emma Thompson sono praticamente, anche se non ufficialmente, Bill ed Hillary Clinton e la storia narrata (ripresa da un best seller in origine anonimo vergato da un collaboratore per l’occasione del futuro presidente) è quella della campagna elettorale del 1992 che consentì allo sconosciuto ex governatore dell’Arkansas di arrivare a Washington.

Splendido affresco in un magnifico bianco e nero di una convention ‘L’amaro sapore del potere’, sceneggiato dal grande Gore Vidal per il solidissimo Franklin Schaffner nel 1964 sulla base di una propria opera teatrale.

Henry Fonda (il ‘buono’) e Cliff Robertson (il ‘cattivo’) si confrontano senza esclusione di colpi nel mentre i delegati cercano di capire chi tra i candidati (c’è un ‘terzo incomodo’) sia davvero ‘The best man’, l’uomo migliore, adatto a reggere le sorti della nazione.

Infine, niente di meglio per capire le regole del ‘gioco’ nella capitale federale che ‘Tempesta su Washington’ (1962), di Otto Preminger, ultima apparizione di quel magnifico attore che fu Charles Laughton che dipinge un indimenticabile ritratto di un vecchio, terribile senatore, e intepretato da Henry Fonda, Walter Pidgeon, Don Murray, Peter Lawford, Gene Tierney.

Come funziona il senato?

Cosa fa il vice presidente?

Come ci si comporta nelle commissioni congressuali?

Chi è il leader di maggioranza?

Chi la ‘frusta’?

E mille altri interrogativi trovano qui, nel corso di svolgimento di una avvincente trama, una bella risposta.

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2 Responses to Come Hollywood ha rappresentato i presidenti USA

  1. Luigi Tirelli ha detto:

    Sono lieto di constatare che anche a Mauro della Porta Raffo piacciono “L’amaro sapore del potere” e “Tempesta su Washington”. Il primo, in particolare, si può vedere e rivedere senza mai stancarsi, tanto è incalzante la trama e tanto sono bravi gli attori, compreso quello (Lee Tracy) che interpreta l’anziano (e cinico) ex presidente Hockstader. Peccato che ormai i film in bianco e nero (e “The best man” è uno splendido bianco e nero, come giustamente ricorda MdPR)) siano sempre più emarginati dalla programmazione televisiva, salvo quella notturna. Una volta ho letto che i dirigenti delle reti non ne vogliono più sapere di film in B/N perché – dicono questi geni – il pubblico giovanile non li apprezza; se questi dirigenti hanno ragione, sono i giovani ad essere stupidi, ma se hanno torto (come io credo), che cosa pensare dell’intelligenza di chi impedisce ai giovani , nonché a tutti gli altri, di vedere dei grandi film? Luigi Tirelli

  2. Maurizio Mitolo ha detto:

    Esimio “Gran Pignolo” (!),
    seguo da tempo le Sue elucubrazioni sugli USA ed ho acquistato e letto con gran diletto i Suoi volumi “Obiettivo Casa Bianca – Come si elegge un Presidente” e “I Signori della Casa Bianca” (oltre ad aver scaricato dalla Rete “Barack Obama, the Best Man”…).
    Relativamente alla rappresentazione sullo schermo dei Presidenti Americani, v’è da dire che Warren Gamaliel Harding (29° inquilino del 1600 Pennsylvania Avenue, dal 1921 al 1923) è stato interpretato dall’attore Malachy Cleary nell’ottavo episodio della prima stagione della serie televisiva “Boardwalk Empire” (HBO, 2010).
    Con ossequi.
    Maurizio A. G. Mitolo

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