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Camminare? Mai più di uno ‘stadio attico’!

Commenti (1) Varie ed eventuali

“Mai più di una parasanga”, questa la risposta (e l’esortazione, dato che implicitamente invitava a fare come lui) di Piero Chiara a quanti lo invitavano a camminare.

Purtroppo, però, non è che avesse in merito le idee molto chiare.

Riteneva, infatti, che quell’antica misura lineare persiana corrispondesse all’incirca a duecento metri.

Così, invero, non è.

La parasanga, pressappoco, è pari a ben cinque chilometri e mezzo.

Meno di duecento metri, invece, misurava lo ‘stadio attico’, pari esattamente a centoottacinque metri.

Una bella differenza.

One Response to Camminare? Mai più di uno ‘stadio attico’!

  1. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    Chiara nella sua riflessione cita illustri sedentari: Picasso, Prezzolini, Chaplin, Palazzeschi ed altri che ora non rammento. Mi pare che concluda menzionando i cardinali, che giungono tutti a tarda età pur trascorrendo la vita in un quasi totale immobilismo fisico. Da ciò ne deduce un’ utilità del viver in maniera sedentaria. Ne deduce in maniera ironica perché in Chiara, sommo novellatore, ogni parola è impregnata d’ironia. Altri, rispetto a lui molto meno dotati, ed a me molto meno graditi, espressero concetti similari in altre forme, e sicuramante senza il di lui garbo e la di lui cultura. Maurizio Costanzo è sempre stato un convinto sostenitore dell’esser lo sport nocivo per la salute. Eugenio Scalfari arrivò al punto di augurare la morte ai maratoneti! Accadde decenni fa. L’esimio giornalista si trovò imbottigliato in auto durante la maratona di Roma. Il suo autista non sapeva più come districarsi; ecco quindi le maledizioni verso i partecipanti alla gara. Che dire quindi? Diciamo innanzitutto che di Costanzo e Scalfari non mi curo. Qualsiasi cosa Chiara abbia detto viceversa mi sta bene: è un uomo che con le sue parole scritte ha reso la mia vita più felice. Ma in sostanza, la sedentarietà fa bene? No, fa male; noi essere umani siamo programmati per correre, per correre lentamente. Questo ormai lo sappiamo, ne abbiamo la certezza. Come mai? Questo è un discorso lungo, si potrebbe ad esempio partire dal 1975, quando vengono scoperte le endorfine. Come dicevo tuttavia il discorso è complesso, già troppo mi sono dilungato. Se a qualcuno interessasse potrei anche riprenderlo. Per ora mi congedo, cortesemente salutando.

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