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Il ladro di libri

Nessun commento Letteratura

In Inghilterra, anni orsono, qualcuno ha svaligiato un camion pieno di libri.

I quotidiani, tutti insieme, gridarono al miracolo.

Quando mai, infatti – si chiesero – un ladro si è appropriato di un libro qualsiasi se non nel caso in cui si trattasse di una assoluta rarità, ricercata per questo dai collezionisti?

Fatto è – ed ecco rivelato il sordido retroscena – che il volume di cui si parla altro non era che l’ultimo Harry Potter, in vendita nell’intero Regno Unito dal sabato successivo al ‘prelievo’.

Si era trattato, quindi, dal punto di vista dei manigoldi, solamente del furto di un vile prodotto commerciale.

Niente lestofanti particolarmente acculturati, alla fin fine, ma semplici ladri di galline dedicatisi, per l’occasione, ad una differente mercanzia.

Henry James

Henry James

Eppure, per quanto la cosa possa apparire improbabile, a Como, sul finire degli anni Ottanta, almeno un malvivente particolarmente attento ai valori culturali operava.

All’epoca, ero responsabile in quella città di una importante agenzia di assicurazioni che apriva (ed apre) i suoi battenti in piazza del Popolo.

Arrivato in ufficio un lunedì mattina, lo trovai totalmente sossopra.

Le carte in origine poggiate sulle scrivanie e le pratiche giacenti negli scaffali erano sparse alla rinfusa per ogni dove.

I ladri – e chi altri, sennò? – approfittando del fine settimana, avevano messo tutto a soqquadro cercando invano i denari.

Alla fine, risistemate la diverse stanze dell’ufficio, nulla mancava all’appello: non una carta né una pratica.

Se non, incredibilmente, il primo volume della raccolta, edita da Mondadori nei suoi Meridiani, dei ‘Romanzi brevi’ di Henry James che, fino al precedente venerdì, faceva bella mostra di sé sulla mia scrivania.

Nutro, da allora, la massima considerazione per quello sconosciuto signore che, nessun quattrino avendo trovato, aveva comunque e giustamente pensato che valesse la pena di leggere Henry James.

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