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Quando si può parlare di fortuna?

Commenti (1) Varie ed eventuali

Difficile, davvero difficile capire dove si nasconda la fortuna.

Ricordo un antico vincitore della un tempo mitica ‘Lotteria di Capodanno’ pochi anni dopo suicida sotto il treno alla stazione di Milano: tre miliardi di lire e quella orribile fine.

Ho in mente la bellezza e il successo di Romy Schneider, le sue infinite disgrazie, la conseguente, straziante, dolorosissima dipartita.

E il ‘creso’ per eccellenza degli anni Sessanta e Settanta del Novecento Aristotele Onassis distrutto dalla morte del figlio.

E quante le situazioni nelle quali un incontro, un amore, un nuovo lavoro sembrano aprire la strada alla felicità salvo poi rivelarsi un disastro?

Vero è che nessuno sa quale atteggiamento, quale decisione, quale accadimento siano in prospettiva un bene o un male ed è solo vivendo che si scopre come stiano i fatti.

Ma è sempre, in ogni caso così?

No, posso con certezza affermare che l’innamorato, l’amante che a seguito di una disgrazia perde il proprio partner poco dopo averlo incontrato è di contro una persona decisamente fortunata!

Cosa ricorderà, infatti, di quel breve momento se non i baci, le carezze, la gioia, i progetti, in una parola, la felicità?

Non penserà mai, quell’essere a sua insaputa baciato dalla sorte, a quanto gli avrebbe riservato il futuro. Al tempo in cui, trascorsi gli anni e dispersa la passione, la consuetudine avrebbe lentamente scavato in lui fino a rendere la vita in comune con il ‘grande amore’ un vero inferno.

Non penserà ai mille e mille problemi, concreti come esistenziali, che ferocemente lo avrebbero costretto a rifugiarsi nella nostalgia, nel triste ricordo di “quando eravamo felici”.

Per quanto paradossale tutto ciò possa apparire, per quanto dolore la dipartita dell’amato possa causare, bisogna invidiare chi si venga a trovare nella descritta situazione: amerà per sempre con illimitato trasporto una persona che, se viva, avrebbe invece finito per accusare di ogni guaio o cattiveria, di tutte le disgrazie che la quotidianità dispensa a piene mani!

La Fortuna vista da Anita Romeo

One Response to Quando si può parlare di fortuna?

  1. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    Magari fosse così. Diciamo meglio, magari fosse così per tutti. Esistono altre situazioni, probabilmente minoritarie, acconsentiamo anche a dire rare, in cui il dolore per una perdita non passa mai. Sono vicende di persone normali, persone che non esternano la sacra importanza della ” famiglia tradizionale”, persone che vivono l’uno per l’altra, persone per le quali ciò che di più importante vi è al mondo è il proprio coniuge, il proprio compagno, ancor più che i figli, sebbene i figli siano amatissimi. In tali casi, quando uno dei due ritorna a fondersi con il tutto, per l’altro il dolore non passa mai. Certo si va avanti, si continua con la vita, in maniera dignitosa, si ride anche, si scherza, talvolta. Ma il dolore non passa mai, non è mai eliminato del tutto, in tanti momenti si ripresenta, a volte in maniera solo fastidiosa, in altre ferocemente. La gente neppure se ne accorge, solo chi bene ti conosce e molto bene ti vuole lo comprende. Non passa mai, per certi non passa mai, e queste persone tutto darebbero per un solo attimo, un breve momento con la persona cara. Papà, sei mancato nel 2003, dopo cinquantadue anni di matrimonio, ed anche oggi la mamma ti pensa, come sempre, come ogni giorno, da quell’orribile 10 giugno 2003. Auguri per la tua festa, papà.

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