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Pèsca, pésca, paria, parìa

Nessun commento Varie ed eventuali

Numerosissimi i vocaboli italiani che, identici nella composizione letterale, mutano significato col mutare degli accenti.

Si pensi, per fare un esempio, a ‘pèsca’ che, così vergato, indica il frutto e che se scritto ‘pésca’ fa invece riferimento all’attività del pescare.

Fra tutti, però, il più incredibile, considerato che le due accezioni sono l’una agli antipodi dell’altra, è ‘pària’ che, con l’accento sulla prima a, indica una persona appartenente alla casta indiana più bassa e che con l’accento sulla i (‘parìa’) si riferisce a un titolo nobiliare, quello, appunto, di ‘pari’

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