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Una lingua per ogni occasione

Nessun commento Cinema

Nel lontano 1957, Laurence Olivier diresse e interpretò per il grande schermo una simpatica commedia intitolata ‘Il principe e la ballerina’.

Con lui, una brillantissima Marilyn Monroe.

Per chi non la ricordasse o non avesse mai visto il film in questione, ricavato dall’opera teatrale ‘The Sleeping Prince’ di Terence Rattigan, ecco la trama: arrivato a Londra nel 1911 per assistere all’incoronazione di re Giorgio V, il granduca Carlo di Carpazia desidera compagnia galante per la serata, la trova in una ballerina americana, ma la situazione si complica…

Impegnati in un delizioso duetto, i due attori si confrontano sprizzando scintille ed uno dei momenti migliori è quello nel quale ‘Sua Altezza Granducale’, arrabbiatissimo, si lascia andare ad una lunga serie di improperi e imprecazioni in tedesco.

L’americanina, però, conosce bene quella lingua perché figlia di un immigrato appunto germanico ma concorda con lui nel ritenere che non ci sia idioma migliore proprio per imprecare.

L’episodio mi è tornato alla mente tempo fa, allorquando un amico reduce da una vacanza alle Canarie mi ha regalato un certo numero di pacchetti di sigarette colà acquistate.

Sulle scatole, come da noi in Italia, una serie di scritte inquietanti volte a convincere i tabagisti a smettere di fumare.

Ma quanta più paura fanno le pur notissime parole nella minacciosa, triste e malinconica lingua di Cervantes!

Al di là del classico “Fumar puede matar”, che, comunque, per l’assonanza con ‘matador’, già fa capire quanto seria sia la faccenda, ecco alcuni, significativi esempi: “Fumar puede ser causa de una muerte lenta y dolorosa”, mette decisamente i brividi. “Fumar puede reducir el flujo sanguineo y provoca impotencia” e si noti come, nel mentre il flusso sanguigno ‘può’ ridursi, l’impotenza sia invece data per certa. “El humo contiene benceno, nitrosamines, formaldheido y cianuro de hidrogeno” e come non tremare leggendo che fumando si ingurgita perfino del cianuro, sia pure “de hidrogeno”.

Ricapitolando, se aveva ragione a suo tempo Terence Rattigan per bocca di Marilyn Monroe a proposito del tedesco, se ho ragione io riguardo allo spagnolo, si può forse cominciare a ragionare su di una nuova teoria: ogni comportamento, ogni sentimento umano, ogni idea vengono meglio rappresentati in una particolare lingua.

Si tratta solo – quisquillie! – di conoscerle tutte e di scegliere, conseguentemente, quella ‘giusta’.

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