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Pertini uomo ridicolo

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Testi ricavati da ‘La Stanza di Indro Montanelli’ ‘Corriere della Sera’ 13 aprile 2001

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Le argomentazioni che seguono sono state vergate da un Indro Montanelli al quale nel frangente uno studente universitario chiedeva delucidazioni sul personaggio Sandro Pertini che, sosteneva, gli aveva “illuminato moralmente e politicamente l’infanzia”.

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“…Culturalmente, Pertini non esisteva.

Del socialismo non aveva mai letto un testo…

Sandro Pertini

Sandro Pertini

Nenni raccontava che quando erano insieme al confino, il poco tempo che gli avanzava dalla briscola e dalla scopa Pertini lo passava a leggere ‘L’Intrepido’, un giornaletto per ragazzi…

Il partito socialista non prese mai sul serio Pertini, ma se ne servì come di una figura di vetrina e di teatro…”

Difficilissimo se non impossibile “superare la difficoltà di attribuire a Pertini ciò che non ebbe mai: un pensiero.

La sua fu una vita di gesti, non di scritti o idee…”

Conviene quindi concentrare l’attenzione “sull’uomo Pertini, con tutte le sue sceneggiate più o meno melodrammatiche…

Sfogò il suo presenzialismo in partecipazioni declamatorie agli episodi che più sollevavano la pubblica commozione…”

In specie ai “funerali degli amici della resistenza, in cui pareva che volesse contendere al morto la parte di protagonista…

A parte queste debolezze, era una persona perbene…ma di ciò che faceva e diceva tutto era sceneggiata…

Anche le pipe di cui faceva largo sfoggio erano ‘su copione’: non gliene ho mai vista accendere una…”

 

Viene da scrivere amen!

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