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Mark Alonzo Hanna

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Il ‘vero’ vincitore delle presidenziali USA 1896

1896, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti sono fissate al 6 novembre.

Il presidente Grover Cleveland, va compiendo il secondo mandato (il democratico Cleveland è l’unico capo dello Stato USA eletto due volte non consecutivamente, nel 1884 e nel 1892, avendo perso nel 1888 da Benjamin Harrison) e i due partiti egemoni mettono in campo l’uno, quello democratico, William Jennings Bryan e l’altro, quello repubblicano, William McKinley.

Bryan è un oratore formidabile ed è appoggiato anche dal partito populista, allora di un qualche peso.

(Conseguenza dell’appoggio populista un altro fatto unico: i candidati alla vice presidenza che lo affiancano sono due, Arthur Sewall per i demcratici e Thomas Watson per i populisti.)

Mark Alonzo Hanna

Mark Alonzo Hanna

L’esito elettorale è però nettamente favorevole a McKinley che, su poco meno di quattordici milioni di votanti, prevale in termini di voti popolari per settemilioni centomila circa a sei milioni cinquecentomila all’incirca.

(I restanti suffragi vanno a candidati di movimenti minori: John McAuley Palmer del National Democratic Party, Joshua Levering  Proibizionista, Charles Horatio Matchett Socialista e Charles Eugene Bentley Nazionalista.).

Quanto ai delegati, il repubblicano ne cattura duecentosettantuno lasciandone solo centosettantasei al rivale.

Fatto è che per la prima volta una campagna elettorale – quella repubblicana – viene organizzata e gestita in modo che definirei ‘moderno’.

Ideatore e motore della stessa, Mark Alonzo Hanna (1837-1904).

Industriale uomo politico di grande rilievo, Hanna raccolse un totale di tremilioni e mezzo di dollari a sostegno di McKinley.

All’epoca, era ritenuto del tutto impossibile perfino avvicinarsi a una tale, cospicua cifra.

Nel corso della sfida, mobilitò millequattrocento persone per distribuire fiumi di pamphlet, manifestini, poster e organizzare comizi volanti.

Fu certamente la campagna più dispendiosa mai fatta con un rapporto di spesa di dodici contro uno nei confronti dell’avversario.

A parte la pubblicità per la prima volta estesa a tutta la nazione, da sottolineare l’uso strategico da parte di Hanna della stampa e soprattutto la stesura dei discorsi del candidato.

Ancora al servizio di McKinley nel 1900, anno nel quale il presidente fu rieletto battendo più nettamente il medesimo rivale Bryan, il Nostro non accolse affatto di buon grado la successione allo stesso McKinley, morto a seguito di un attentato, del vice Theodore Roosevelt, da lui definito “Quel maledetto cow boy”.

I suoi metodi saranno studiati particolarmente da Edward Louis Bernays, nipote ‘americano’ di Sigmund Freud e grande stratega per larga parte del Novecento in tema di campagne pubblicitarie di ogni genere (non solamente politiche).

(L’opera principale di Bernays, pubblicata nel 1928, si intitola ‘Propaganda’.

Assai significativo il sottotitolo: ‘Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia’.)

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