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Shame

Nessun commento Cinema, Stroncature

di Massimo Bertarelli

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Dal tempo dei tempi – non me ne voglia il caro amico, ma è davvero così – sul Giornale, con intelligente ferocia, Massimo Bertarelli propone le sue celebri critiche cinematografiche. Gli ho chiesto di inviarmene un certo numero tra quelle concernenti i cosiddetti ‘capolavori’ che il suo particolare occhio, scopre e denuncia non essere assai di frequente tali. Buon divertimento. – Mauro della Porta Raffo

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Shame

(Gran Bretagna, 2011) di Steve McQueen con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie.

Genere: drammatico – Durata: 1.37 – Voto: 2

 

New York.

Il giovane manager Brandon (Michael Fassbender) è tormentato dal sesso.

Ci prova, e ci riesce, con tutte, anche se spesso si diletta da solo.

Fa cilecca con la collega nera Marianne, ma si rifà subito con una squillo.

Finché gli piomba in casa la depressa sorella Sissy (Carey Mulligan).

Pretenzioso, noiosissimo e involontariamente comico dramma sulla dipendenza e sulla solitudine, che racconta minuziosamente i tormenti, per nulla toccanti, di un sessuomane scatenato.

Michael Fassbender ha vinto a Venezia la Coppa Volpi per la migliore interpretazione.

Giusto è davvero un grosso attore.

Specie dalla cintola in giù.

Che fior di igienista: prima di masturbarsi disinfetta l’asse del water: lo farà in piedi o seduto?

Ma indossa per tutto il film la stessa sciarpa azzurra: o ne ha una decina uguali o alla fine gliel’avranno strappata con le tenaglie.

Sconsigliabile ai fidanzati maschi: le loro compagne potrebbero fare confronti imbarazzanti.

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