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Della necessità del peccato

Commenti (1) Varie ed eventuali

Tante storie oggi in chiesa, nell’omelia, a proposito del ‘perdono’.

La parabola in esame era quella del ‘figliol prodigo’ che ben si presta.

E, lo so, infiniti gli interrogativi al riguardo e più d’uno, nella situazione data, si guarderebbe bene dal perdonare.

Una sola la mia riflessione che vale ovviamente in tutti i casi consimili: il perdono esiste in quanto esiste il peccato, l’errore.

Se nessuno peccasse, se nessuno sbagliasse, cosa si dovrebbe mai perdonare?

One Response to Della necessità del peccato

  1. Enzo Tosi ha detto:

    Santa Romana Cattolica Chiesa lucra sulla gestione del peccato e del correlativo perdono. Nessuno paga personalmente le conseguenze del peccato, in quanto può ottenere perdono tramite la confessione, gestita dai rappresentanti dell’Istituzione, nel mentre che, sul piano della risonanza sociale, l’Istituzione medesima invita vistosamente al perdono, quale riconoscimento della superiorità morale di cui sarebbero depositari i suoi adepti.
    Una mossa di marketing. Fino a 250 anni addietro, prima che le rivoluzioni liberali le spuntassero le unghie, Santa Romana Cattolica Chiesa metteva al rogo o a mori’ ammazzati (sulla ruota a colpi di mazza) chi la pensava diversamente. Enzo Tosi.

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