mdpr1@libero.it

Eutanasia di un amore

Commenti (3) Cinema, Stroncature

di Massimo Bertarelli

* * * * *

Dal tempo dei tempi – non me ne voglia il caro amico, ma è davvero così – sul Giornale, con intelligente ferocia, Massimo Bertarelli propone le sue celebri critiche cinematografiche. Gli ho chiesto di inviarmene un certo numero tra quelle concernenti i cosiddetti ‘capolavori’ che il suo particolare occhio, scopre e denuncia non essere assai di frequente tali. Buon divertimento. – Mauro della Porta Raffo

* * * * *

Eutanasia di un amore

(Italia, ’78) di Enrico Maria Salerno con Ornella Muti, Tony Musante, Monica Guerritore, Mario Scaccia, Laura Trotter.

Genere: drammatico – Durata: 1.50 – Voto: 3

Firenze. Il professor Paolo Naviase (Tony Musante) viene piantato con poche spiegazioni dalla giovanissima convivente Sena (Ornella Muti), la più affascinante tra le sue ex allieve. Le telefona, la cerca, la insegue. Nuovo incontro e nuova fiammata alla stazione, dove la fanciulla blocca l’insegnante in partenza per Parigi. Va bene, ci vedremo in Francia. Ma tra i giardini di Versailles il docente scopre la sua bella a braccetto di un altro. Per la rabbia gli viene un febbrone da cavallo, anzi da cervo. Poi a casa risboccia l’amore. Ma durerà? In un astruso melodramma sentimentale, Enrico Maria Salerno tenta invano di ripetere il colpaccio di “Anonimo veneziano“, limitandosi a traslocare in Toscana. A passo di lumaca tra banalità, scorci turistici e strazianti addii, un tormentone in cui ha le sue colpe pure Giorgio Saviane, autore del (brutto) romanzo che fa da canovaccio al papocchio. Il depresso Tony Musante ha una gran voglia di piangere, forse perché gli avevano lasciato credere che Ornella Muti sapesse recitare.

3 Responses to Eutanasia di un amore

  1. Vittorio Salerno ha detto:

    Condivido in parte la ‘stroncatura’ di Bertarelli. Dei tre film che ha fatto mio fratello ‘si salva’ egregiamente, a mio avviso, solo Anonimo Veneziano. E non perché ci ho lavorato anch’io, come sceneggaitore, aiuto regista e regista della 2° unità, ma perché è una storia nata per il cinema, e amata visceralmente dal suo autore.
    Il ‘brutto’ romanzo di Giorgio Saviane EUTANASIA DI UN AMORE è una storia che a me sembrava più più una tesi di laurea in psicologia o diritto matrimoniale perchè narrava la crisi esistenziale di un intellettuale che si separa dalla sua compagna per non cedere al desiderio quanto mai legittimo di lei di mettere al mondo un loro figliolo. Una storia che io mai avrei pensato di portare sullo schermo a meno che fosse stato possibile ambientarla nelle brume gelate della Svezia e non nelle calde spiagge mediterranee.
    Ma spesso i film nascono a tavolino: Enrico M. Salerno regista di successo con una storia d’amore, Saviane romanziere di successo, Musante interprete di Anonimo, vuoi che il film non abbia successo? No, non ne ebbe nè dalla critica nè dal pubblico che proprio in quell’anno, nel ’78, incominciava a disertare le sale cinematografiche perché con la proliferazione delle tv private e l’avvento del colore in tv la gente preferiva starsene a casa anche perché era pericoloso uscire la sera.
    Ineccepibile comunque la regia e l’interpretazione.
    Enrico e Tony erano professionisti seri e competenti.
    Vittorio Salerno

  2. Aldo Monti ha detto:

    Ho rivisto il film pochi giorni orsono e devo condividere completamente la stroncatura.
    Anche se alle fine degli anni ’80 mi aveva fatto una diversa impressione (passano gli anni…)
    Unica cosa notevole del film la sfolgorante bellezza di Monica Guerritore.

  3. Antonio Cosentino ha detto:

    Del film, che non ho visto, e del libro di Saviane, che non ho letto, mi piace tuttavia il titolo “Eutanasia di un amore”. Un titolo preso in prestito, si fa per dire, da una poesia a firma Alberto Galante pubblicata di recente sulla “Prealpina”, che credo abbia bene interpretato il concetto. Eccola:
    “Non lasciare languire quest’amore perso nel vuoto. Non uccidere i sogni che ritrovo ad ogni alba. Non sparire nel buio dei ricordi, quando non sai più se li hai vissuti o solo immaginati. Mi basta poco per sapere che ci sono, a volte, nei tuoi pensieri”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *