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Error qualitatis redundans in errorem personae

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Insomma, diciamola tutta: ha ragione mia moglie quando si lamenta.

Non so neppure avvitare un lampadina (per dire).

Non so ballare.

Non ho mai avuto un buon rapporto con i guadagni (mettiamola cosi’).

Sono anche egoista e, per come parlo e mi comporto, spesso, mi chiede “Ma chi ti credi essere?”

Non gliel’ho mai detto, ma nel diritto canonico, avrebbe potuto (potrebbe ancora) trovare la strada per far dichiarare nullo dalla Sacra Rota il nostro matrimonio.

Si tratta del mitico ‘Error qualitatis redundans in errorem personae’, l’errore in cui  è caduto uno dei contraenti il coniugio su una (o, nel caso, piu’) qualità supposta e di contro inesistente nell’altro contraente, talmente importante da poter essere parificata a un errore di persona.

E infatti, al momento del fatidico si’, non sapevo ballare, non sapevo avvitare una lmpadina e avevo dimostrato scarsa dimestichezza con gli affari.

E gli avrei nascosto queste gravi manchevolezze.

E per di piu’, non sono cambiato di una virgola.

Ha quindi, certamente, sbagliato persona, no?

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