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Celebrazioni

Nessun commento Varie ed eventuali

Mauro della Porta Raffo,

 

hanno detto e dicono di lui,

dice di sé

2014

(a Dio piacendo, il prossimo 17 aprile compirò settant’anni)

 

 

 

 Unzeitgemäß

Studi Cattolici, gennaio 2014

 

“Chi è Mauro della Porta Raffo?

Il personaggio si sottrae a qualunque

tentativo di incasellamento e di facile definizione.

Nel corso degli anni Sessanta e Settanta fu

attivista del Partito Liberale di

Giovanni Malagodi.

Oggi il polemista e romanziere di Varese è

divenuto, molto coerentemente,

un paladino – ma anche

un enfant terrible

della Grande Destra conservatrice…

 

…Padroneggia la lingua

italiana come pochi altri…

…stiamo parlando di un personaggio quanto meno scomodo: non di un superuomo,

ma certo di uno che Nietzsche avrebbe definito

unzeitgemäß,

non quello che si dice un uomo del suo tempo…”

Marco Ori – scrittore

30 gennaio 2014

“…Torniamo indietro di un anno.

All’epoca stavo concependo l’idea del mio secondo libro, in cui uno dei personaggi principali era affetto dal gioco d’azzardo patologico.

Prima di immergermi nella stesura, feci il consueto lavoro di ricerca.

Impilai sulla scrivania tutti i libri sull’argomento che riuscii a rimediare.

Seppellito sotto questi volumi, sotto Il giocatore di Dostoevskij, sotto Casinò di Nicolas Pileggi (da cui il film di Scorsese), sotto Tommaso Landolfi, un dattiloscritto trovato per caso su internet: La vita come viene.

Mauro, io sono un lettore da una media di uno o due romanzi alla settimana, dai grandi classici alla narrativa di genere.

Le comunico con piena onestà che il suo libro è tra quelli che ho amato di più in assoluto.

Lo lessi tutto d’un fiato, a un palmo dallo schermo, fino a farmi sanguinare gli occhi.

Mi veniva da correre fuori e bussare porta a porta per consigliarlo.

Sono rimasto folgorato.

Alcuni racconti, in particolar modo, sono di una genialità pazzesca.

Non mi riferisco solo allo stile, ma alle situazioni, ai personaggi…”

 

 

Prima

 

2011: a proposito della candidatura

a sindaco di Varese

 

Pier Franco Quaglieni – direttore Centro Mario Pannunzio
“Che una personalità di spicco come Mauro della Porta Raffo scenda nell’agone politico-amministrativo a tutela della sua città, è un fatto molto importante e significativo.

La politica non può essere affidata ai beoti che si vantano della loro ignoranza.

Senza cultura non ci può essere politica seria.

Diceva Pannunzio che il politico senza cultura è solo un faccendiere.

Parole profetiche!

Auguri di successo.”

 

Vittorio Emanuele Parsi – docente universitario ed editorialista de La Stampa

“La Varese che vorrei io avrebbe Mauro della Porta Raffo come sindaco.

Credetemi, quando ho saputo della sua candidatura è stata forse la prima volta che un bauscia milanese come me ha desiderato essere varesino.

Battute a parte, credo che sia una grande opportunità per Varese e i suoi cittadini la discesa in campo di Mauro: un uomo intelligente e sagace, uno spirito indipendente e un autentico liberale.”

 

Cesare Lanza – direttore de Lamescolanza.com, giornalista e autore televisivo

“Mauro della Porta Raffo è detto ‘Il Gran Pignolo’ per la cultura universale e la capacità di lettura di cui è provvisto.

Qualità che lo spingono a imperversare, con garbo e senza supponenza, sui giornali e sui giornalisti, cogliendo e denunciando ogni pur minimo errore storico o cronistico: date, nomi, incarichi, citazioni errate, lapsus, eccetera.

La cittadinanza di Varese non si lasci sfuggire l’occasione di avere un sindaco diverso dagli altri.

Un  uomo colto ed erudito, dunque competente, elegante, ironico e gentile, altruista, determinato, intransigente, inesorabile e, ovviamente, onesto!”

 

 

 

In generale

 

Indro Montanelli – scrittore e giornalista

Corriere della Sera, 28 novembre 2000, in una replica nella sua ‘Stanza’:

“Caro della Porta Raffo,

noi non ci conosciamo.

Ma quando ho visto in calce a questa lettera e, prima di leggerla, la sua firma, mi sono chiesto: oddio, quale castroneria avrò scritto per richiamare su di me l’attenzione di questo implacabile censore del quale seguo regolarmente gli interventi sul Foglio?…”

 

Giuliano Ferrara – direttore de Il Foglio

“Mauro della Porta Raffo è il nostro maniaco preferito.”

 

 

Ferruccio de Bortoli – direttore del Corriere della Sera

“Mauro della Porta Raffo, nel suo narcisismo culturale, non arriva a negare ad altri il godimento della propria universale conoscenza.

Per fortuna!”

 

 

Luca Goldoni – scrittore e giornalista

“Mauro della Porta Raffo è una delle pochissime persone che leggo e ascolto incantato.”

 

Giovanni Sartori – docente universitario ed editorialista del Corriere della Sera

“Quando Mauro della Porta Raffo mi punzecchia con la sua erudizione di solito imparo qualcosa.”

 

Roberto Gervaso – giornalista, editorialista de Il Messaggero e scrittore

“Mauro della Porta Raffo è il terrore di chi scrive e la delizia di chi legge.”

 

Sergio Romano – editorialista del Corriere della Sera e saggista

“Come in un dramma di Pirandello, esistono almeno due Mauro della Porta Raffo.

Il primo è l’implacabile custode della precisione storica, lo spietato fustigatore delle approssimazioni, il cacciatore di errori, l’uomo che dovrebbe iscrivere sul suo stemma il motto ‘errata corrigo’.

Il secondo è l’umorale, passionale, irascibile testimone dei suoi tempi.

Il primo è freddamente oggettivo.

Il secondo appassionatamente soggettivo.

Se mi è permesso esprimere un giudizio personale preferisco il primo.

Ma non escludo che molte delle sue vittime optino per l’autore quando parla di se stesso piuttosto che delle loro sviste”.

 

Antonio Di Bella – già direttore di Rai 3 e del Tg3

“La storia del giornalismo italiano è divisa in due parti: prima e dopo l’arrivo del ‘Gran Pignolo’ Mauro della Porta Raffo.”

 

 

Claudio Sabelli Fioretti – giornalista e autore radiofonico e televisivo

“Mauro della Porta Raffo è la memoria che ognuno di noi vorrebbe avere e non abbiamo.

Lui ricorda per noi.”

 

Stefano Lorenzetto – giornalista, già vicedirettore de Il Giornale

“Mauro della Porta Raffo è un benemerito della società perché tiene accesa la fiammella, sempre più fioca, della perfezione.”

 

Beniamino Placido – opinionista de La Repubblica

“MdPR è un dignitosissimo signore di straordinaria cultura”

 

Cesare Cavalleri – direttore della Casa editrice Ares e di Studi Cattolici

“MdPR è informatissimo, coltissimo ed è un uomo libero.

È questa libertà che ho potuto costatare in lui a spiegare il suo lavoro e la sua vita.

Si potrebbe dire: ‘Se Mauro della Porta Raffo non esistesse, bisognerebbe inventarlo’.

Ma chi mai può avere una fantasia così sterminata da inventare un Mauro della Porta Raffo?”

 

 

Lucio Lami – già inviato speciale de Il Giornale e saggista

“Ti trovo sempre vulcanico e con uno splendido archivio mentale, cosa che non piacerà a molti.

Scire est reminisci!”

 

 

 

 

 

DICE DI SE’

 

“Come tutti coloro che non sanno bene cosa fare della vita e contrariamente alle persone fortemente ispirate, di strade ne ho viste e percorse davvero molte, quasi sempre non badando al cartello che recitava ‘Divieto di accesso’”.

“Solo con il trascorrere degli anni, ahimè, si arriva a comprendere quanto l’uomo, ogni uomo, ci possa insegnare e quanto sia bene, non per altruismo ma per egoismo, interessarsi agli altri, alle altrui vicende e necessità”

“Conservo precisa memoria perfino di cose che devono ancora accadere”.

“Umiltà e modestia? Sono gli unici due difetti che non ho!”

“Difficilmente concordo con idee che non abbia avuto io per primo”.

“Lontanissimo, se mai verrà, il giorno in cui qualcuno, parlando del sottoscritto, potrà anche solo pensare quel che Ernest Hemingway, in ‘Fiesta’, affermava con rimpianto a proposito di Henry Louis Mencken: ‘Ha già scritto di tutte le cose che conosce e ora si occupa di quelle che non conosce’. Per quanto mi riguarda, conservo memoria di  almeno un altro milione di storie da mettere su carta e tutte maledettamente buone!”

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