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Sergio Leone

Commenti (2) Cinema

Cadrà il prossimo 30 aprile nientemeno (e sembra impossibile) che il venticinquesimo anniversario della morte del grande Sergio Leone.

Regista straordinario – e non solo per avere reinventato un decadente genere cinematografico dando il via alla lunga stagione del ‘Western all’italiana’ – il romano era uomo assolutamente sopra le righe, straripante, sanguigno e ‘vero’.

Memorabili e, infatti, sempre rammentate, le sue sfuriate fuori e dentro il set. Celebri gli schiaffoni rifilati a quanti non gli obbedivano ciecamente e, in primo luogo, all’allievo Carlo Verdone, del quale fu mentore e produttore, ma che, per l’appunto, prendeva a sberle volentieri a sottolinearne reali o presunte mancanze.

Sergio Leone

Sergio Leone

Grosso e all’apparenza addirittura feroce (tale mi apparve allorquando lo incontrai in quel di Sperlonga, dove passava le estati), era ovviamente buono di cuore e pronto allo scherzo.

Credo davvero che il suo ‘C’era una volta il West’ sia tra i film più belli mai girati e, del resto, non v’è classificazione a livello mondiale che, assieme a ‘Cera una volta in America’, non lo includa tra i migliori.

Tullio Kezich, l’ottimo critico cinematografico che ebbe modo di conoscerlo bene dopo i primi screzi (aveva osato apprezzare con poca enfasi la ‘trilogia del dollaro’ e mal gliene incolse), rievocandolo, ha recentemente detto: “La cosa che maggiormente colpiva in lui era quanto fosse contento di essere Sergio Leone!”

Ecco, è questa una buona domanda che possiamo porci: siamo anche noi contenti di essere quelli che siamo?

2 Responses to Sergio Leone

  1. Carmine Ferrara ha detto:

    “C’era una volta il West” e “C’era una volta in America” due grandi film!!!

  2. Vittorio Salerno ha detto:

    Ho rivisto l’altra sera su Rai Movie SHANE, (Il cavaliere della valle solitaria) uno dei film che più ho amato e uno dei film che assieme a LA STRADA, IL POSTO DELLE FRAGOLE, e a MEZZOGIORNO DI FUOCO, mi hanno fatto decidere che da grande avrei di fatto il regista, ma mi ha deluso.
    Grande Alann Laad, splendida Jane Artur, indimenticabili Van Heflin e Jack Palance, ma dopo Anni , decenni di ammirazione assoluta, forse reso scaltro dall’enorme esperienza accumulata in 50 anni di cinema e tv, m’è parso fasullo, poco credibile, forse perché troppo rispettoso del romanzo omonimo del quale è stato tratto.
    Come può un bambino di 7 anni che vive nel 1880 essere appassionato di pistole e duelli come se avesse visto decine di film western?
    E anche MEZZOGIORNO DI FUOCO, tratto dal romanzo STELLA DI LATTA, m’è parso in certi passaggi un pò forzato, poco credibile.
    Come può una sposina deliziosa come Jane Kelly pensare solo per un attimo di lasciare il marito (l’nziano, per lei Gary Cooper) in una circostanza tanto drammatica?
    Allora ho ripensato ai film del nostro Sergio Leone, nati nel cinema e per il cinema. Personaggi perfetti, scolpiti nella celluloide, immortali per sempre. E allora mi sono ripetuto: “Bravo Sergio, grande Sergio! Ha fatto bene John Ford quando ti ha abbracciato all’aereoporto di Los Angeles dove eri andato a presentare il tuo capolavoro a dirti: «Ora posso morire tranquillo perché ci sei tu che sai fare i film western bene ‘quasi’ quanto me…»”
    E bravo Mauro ad averci ricordato il 25ennale della sua dipartita.
    Anche a me sembra ieri.
    Forse perché certi artisti sembra “non muoiano mai”.
    Vittorio Salerno

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