mdpr1@libero.it

La chiusura delle ‘case chiuse’

Nessun commento Varie ed eventuali

Migliaia e migliaia di uomini in continuo movimento alla luce dei lampioni.

Si spostano in ondate successive e per il vero ogni volta meno impetuose da un casino all’altro.

All’alba, solo i più forti – ne meneranno vanto per tutta la vita – saranno stati in grado di completare il giro.

E’ l’ultima notte.

I casotti chiudono e le ‘consumazioni’ sono gratuite.

E’ questa, per la penna del grande Juan Goytisolo e riferita alla sua Barcellona, la rappresentazione letteraria che, viva, si affaccia alla mia memoria se, per qualsivoglia ragione, penso alla fine delle case chiuse.

Non altrettanto eclatante la ‘nostra’, ultima nottata, quella dell’entrata in vigore della Legge Merlin, il 20 settembre 1958.

A quanto mi risulta, in specie attraverso i ricordi orali in merito di Piero Chiara, nessuna liberalità e molta mestizia.

Null’uno e nell’altro caso, comunque, per finalità sociali e morali assolutamente indiscutibili, il fino ad allora costretto meretricio usciva ad invadere le strade e a rendere intollerabilmente invivibili interi quartieri cittadini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *