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Dio nella Costizione USA e nella Dichiarazione d’indipendenza

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Negli scorsi anni, molto si è discusso e polemizzato in relazione al fatto che nel testo proposto della cosiddetta Costituzione europea mancasse ogni riferimento alla religione e a Dio.

Un esame, da questo particolare punto di vista, porta a concludere che altrettanto accade nella Carta costituzionale americana.

Né il preambolo, infatti, né i sette articoli che la compongono trattano in modo alcuno di un qualche credo religioso o del Creatore.

Dell’argomento – per inciso ed esclusivamente deliberando in merito alle libertà individuali dei cittadini – si parla nel Primo Emendamento laddove si afferma: “Il Congresso non potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione o per proibirne il libero culto…”

Tutt’altro discorso, invece, a proposito dell’atto fondamentale che è all’origine degli Stati Uniti: la Dichiarazione di Indipendenza (4 luglio 1776).

Qui, per volontà soprattutto di Thomas Jefferson, il Creatore è più volte citato senza, peraltro, che l’una o l’altra fede venga specificamente richiamata.

Ecco i due passi maggiormente interessanti al riguardo (il primo è poco dopo l’inizio del testo, mentre il secondo è collocato alla fine):

“Noi riteniamo che le seguenti Verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che il Creatore ha fatto loro dono di determinati inalienabili diritti, che tra questi sono la Vita, la Libertà ed il perseguimento della Felicità.”

“A sostegno di questa Dichiarazione, confidando completamente nella protezione della divina Provvidenza, noi offriamo a scambievole pegno, gli uni agli altri, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro nome.”

Costituzione USA

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