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Bronson

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Lo guardavi in faccia e subito notavi le evidenti ascendenze indie.

Indie, indiane?

Per carità!

Charles Bucinsky, in arte Bronson, era nientemeno che mezzo tartaro e mezzo lituano.

Comunque, una magnifica presenza sullo schermo che, naturalmente, bucava.

Charles Bronson

Parti da ‘duro’, come si dice.

‘La grande fuga’, ‘I magnifici sette’, ‘C’era una volta il West’, la serie de ‘Il giustiziere della notte’…

Voglio qui ricordarlo in due pellicole diverse.

‘L’eroe della strada’ e ‘L’uomo venuto dalla pioggia’.

Chaney, il boxeur imbattibile venuto dal nulla e pronto a scomparire nel nulla, che nel film di Walter Hill si guadagna pane e companatico col pugilato di strada è, a mio modo di vedere il ‘vero’ Bronson: pochissime parole (come, d’altra parte, il suo Armonica nel citato capolavoro di Sergio Leone), pochi ma essenziali fatti.

Il colonnello Harry Dobbs, alle prese con la mitica Marlène Jobert/Melancolie nella pellicola di René Clément, è una felice incursione in un diverso genere nel quale si comporta al meglio.

Grande attore davvero.

Gli ho voluto bene.

Chapeau!

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