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A casa Moretti mancavano le tartarughe

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Il prossimo 6 luglio, cadrà, e sarà assolutamente trascurato, il trentacinquesimo anniversario della scomparsa di Marino Moretti.

Per quanto, ai giorni nostri, probabilmente, il suo nome dica ben poco ai più, Moretti fu, per lunghi decenni, articolista e scrittore tra i maggiormente acclamati in Italia, e non solo, ed alcuni tra i suoi romanzi (per esempio, ‘I puri di cuore’, 1923; ‘L’Andreana’, 1938 e, soprattutto, ‘La vedova Fioravanti’, 1941) tra i meglio accolti sia dalla critica che dal pubblico.

Marino Moretti

Marino Moretti

A Cesenatico – città natale e luogo prescelto per trascorrere i suoi ultimi anni oramai di quiete (morì novantaquattrenne) – proprio sul canale, che è la parte più bella e caratteristica del suo ‘borgo natio’, la casa avita del Nostro è stata trasformata in museo e permette ai visitatori, per così dire, di accostarglisi e di tentare di indovinarne gli umori osservandone la biblioteca, l’archivio e la collezione di stampe nonché i bei quadri che gli donava l’amico De Pisis.

Anch’io, nel 1999, ho visitato il museo morettiano ma sono rimasto parzialmente deluso.

Nel giardino, sul retro, a causa dei lavori di ammodernamento, non ho potuto vedere le sue ultracentenarie tartarughe.

Conto di ritornare prima o poi sperando che anche loro mi raccontino qualcosa di lui.

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