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Spender: “Pare che il nazismo non debba essere temuto”

Commenti (1) Varie ed eventuali

11 giugno 1936, da Vienna, il poeta inglese Stephen Spender scrive a Hilda Weber Schuster:

“Tony prende lezioni di tedesco da un uomo in cambio di conversazioni in inglese. Il suo insegnante è un nazista. Ha detto che neppure un singolo ebreo verrà maltrattato dal nuovo ordine e che le storie di persecuzione sono tutte false.

Ha anche detto che non ci si deve preoccupare per le osservazioni di Hitler in ‘Mein Kampf’ perchè quando l’ha scritto non si sentiva molto bene e quindi non può avere scritto sul serio molte della cose che lo compongono.

Speriamo di poter scoprire molto qui sul movimento nazista da quest’uomo”.

(da ‘Il diario di Sintra. Dicembre 1935 – Agosto 1936’, imperdibile e leggendario carteggio, opera di Wystan Hugh Auden, Christopher Isherwood e Stephen Spender, pubblicato nel 2012 da Barbès Editore, Firenze)

Stephen Spender

Stephen Spender

One Response to Spender: “Pare che il nazismo non debba essere temuto”

  1. Enzo Tosi ha detto:

    Questo Spender doveva essere rintronato, come speso capita ai poeti.
    La pubblicazione delle leggi antiebraiche (“leggi di Norimberga”) da parte del regime nazionalsocialista era avvenuta l’anno precedente.

    Le leggi antiebraiche in Germania, dette anche Leggi di Norimberga dal nome della città tedesca dove Hitler le annunciò e formulò, furono promulgate dal regime nazista nel settembre del 1935 e legalizzarono il già virulento antisemitismo serpeggiante in Germania, fondamento della dottrina politica di Hitler.

    Non si percepiva, alla lettura , alcun segale di particolare fanatismo.
    Tutto era ben previsto e descritto in un corpus argomentato.
    Con meticolosità tedesca.
    Erano persino previste “garanzie” per i giudei.

    Ma – verrebbe da esclamare PORCA PUTTANA !! – pur con la tare di un gap epocale di ottanta anni e con le relativa differenze di percezione (*), come cacchio poteva un “poeta” essere tanto rintronato ?

    Ma “Spender” e “Weber Schuster” non sono cognomi ebraici ?
    Gli ebrei erano i primi ad infilare la testa sotto la sabbia.
    Questi si autoaddormentavano tra loro ?

    (*) A caso : nel 1850 era normale trattare, a Lagos o Mombasa, un negro da negro da parte di un suddito di Sua Maestà Britannica .
    Nella Casa Italia all’Asmara era del tutto normale (e neppure agli autoctoni passava per la testa di opporsi) che non potessero entrare gli eritrei.
    Al tempo di Commodo era pacifico che numerosi individui si massacrassero al circo.
    Sotto papa Alessandro V era del tutto consueto che centinaia di persona venissero bruciate vive dopo regolare processo.

    Dopo immani massacri (guerra dei trent’anni in primis, in seguito agli orrori della quale alcuni eminenti europei iniziarono a chiedersi se valesse la pena massacrarsi per motivazioni religiose e minchiate del genere) e sanguinose rivoluzioni (che hanno – se non altro – fatto fuori il potere torturatore della chiesa, talché ora ci siamo ridotti ai belati di Francesco.) da noi fortunatamente la percezione è mutata.

    Ragazzi, sveglia, leviamoci il prosciutto dagli occhi !
    Nessuna indulgenza verso poeti rincoglioniti.

    Nel 1936 immagino che il mondo occidentale potesse avere acquisito una coscienza tale da far ritenere le “leggi di Norimberga” segnali oltremodo inquietanti ed inaccettabili.

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