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Vanità

Nessun commento Varie ed eventuali

In trattative con una emittente televisiva nazionale per la realizzazione e conduzione di un programma di largo respiro, sopportati e superati infiniti e per la maggior parte inutili incontri con singoli dirigenti evidentemente inadeguati e con giovani redattori, di contro, brillanti, svegli e desiderosi di apprendere, mi sono visto proporre un contratto inaccettabile, non (anche) per l’aspetto economico, ma per l’impegno richiesto.

Per quanto abbia detto e fatto, non mi è riuscito in modo alcuno di ottenere le da me suggerite modifiche.

Al dunque, ho deciso di non farne nulla, rinunciando con queste parole: “Alle condizioni date, non mi interessa”.

Incredibili le reazioni del funzionario capo che non voleva credere alle proprie orecchie.

E’ arrivato al punto di rifiutare di salutarmi al momento del congedo.

Fatto è – ho dipoi riflettuto – che contava sulla mia vanità.

Pensava: “Come può costui rifiutare una platea televisiva nazionale? Nessuno lo farebbe”.

Non sapeva, il desso che la vanità mi fa un baffo, che l’unica cosa che mi interessi davvero è quello che penso io di me stesso e che l’apparire o meno in tv, da questo punto di vista, non avrebbe contato un bel nulla.

Saluti.

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