mdpr1@libero.it

Luciano Orrù, peso mosca

Commenti (1) Amarcord, Sport

Cinquantatre anni fa.

Per il vero, poco più di cinquantadue dato che arrivò a novembre, ma, visto che siamo al 30 dicembre 2013, nella narrazione, si porta avanti.

Corre dunque il novembre 1961 e un giovanissimo sardo arriva a Varese.

Terra felice allora, quella, ricca di posti di lavoro.

Eccolo quindi e subito in fabbrica, al mitico Calzaturificio.

Ma, Luciano Orrù – questo il suo nome – coltiva da sempre una passione: la boxe.

E’ un peso mosca con qualche incontro all’attivo.

Giovanni Borghi

Giovanni Borghi

Scopre che Giovanni Borghi, il ‘cumenda’, ha messo su la ‘Casa dell’atleta’ e che il pugilato è una delle attività sportive che preferisce.

Com’è, come non è, riesce a farsi ricevere.

“Come sei vestito?”, lo investe con burbera gentilezza il patron.

“E’ inverno e vai in giro col golf!”

E, presa da una risma un foglio,  a mano scrive:

“Date al signor Luciano Orrù un bel cappotto di panno blu, pesante e che gli duri una vita” e firma.

“Vai alla Tessilomnia con questo”, gli dice.

E poi: “Qui da noi, e alla Casa dell’atleta ancora di più, si fila diritto.

Se combini dei guai o ti comporti male, sei fuori.

Capito`?”

Un gran bel cappotto, racconta Orrù, e che ha portato la bellezza di vent’anni.

One Response to Luciano Orrù, peso mosca

  1. Silvano Calzini ha detto:

    Ma il cumenda aveva un atteggiamento paternalista…
    Almeno così dicevano quelli che il cappotto ce l’avevano sempre avuto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *