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Gli imbecilli al governo e il gettito dell’IVA

Commenti (2) Varie ed eventuali

L’ho detto, scritto e documentato piu’ volte: se non sei un imbecille non puoi andare al governo.

La documentazione in merito è sterminata in specie da quando l’ex fascista e dipoi lunghissimamente comunista Giorgio Napolitano si è arrogato il diritto di collocare alla presidenza del consiglio il ragionierucolo Mario Monti.

Da quel momento e decisamente ancora oggi, l’imbecillità governativa è assoluta!

Ultima dimostrazione – riprendo la notizia dal Sole 24 Ore datato 18 dicembre: nei primi dieci mesi del corrente 2013 il gettito dell’IVA è diminuito in termini percentuali del 3,9% e in termini di quattrini di 3,4 miliardi di euro.

Come un bambino anche poco sveglio sa, aumentare l’IVA, come regolarmente fanno questi imbecilli, non puo’ che comportare un calo dei consumi e un aumento del ‘nero’.

Rammento che ‘imbecille’ deriva dal latino e che significa “debole fisicamente o mentalmente”.

Ora, visto che fisicamente questi signorini non paiono menomati…

2 Responses to Gli imbecilli al governo e il gettito dell’IVA

  1. Carmine Ferrara ha detto:

    Dovrebbe essere una conseguenza arcinota ( senza essere degli illustri economisti ) che un aumento dell’IVA provoca inevitabilmente una riduzione del gettito, ma, a quanto pare, il “tafazzismo” dei nostri politici e senza fine. Purtroppo le ricadute di certe decisioni vanno a ricadere sempre in capo ai soliti noti. Che dire? Ormai mi mancano le parole.

  2. Marco Raffo ha detto:

    Il problema della diminuzione del gettito IVA è importante e certamente era prevedibile prima delle misure intraprese. Tuttavia, la soluzione alla pessima situazione in cui si trova l’economia dello Stato risiede nella crescita del PIL. Per ottenerla servono incentivi forti alle imprese che investono in nuove produzioni, in ricerca e in personale oltre ad una spinta all’imprenditorialità diffusa artigianale, commerciale e dei servizi. Il conseguente aumento dei consumi fermerebbe l’emorragia degli introiti provenienti dalle imposte. Al contempo però va ridotta drasticamente la spesa del settore pubblico laddove essa non generi benefici per la cittadinanza: c’è una vasta platea di opzioni tra le quali scegliere!

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