mdpr1@libero.it

Piero Chiara: va finendo l’anno del centenario

Commenti (2) Varie ed eventuali

1913/2013, l’anno del centenario della nascita di Piero Chiara va finendo.

Chi voglia, nel sito, semplicemente digitando il suo nome in ‘Cerca nel sito’, potrà leggere larga parte di quanto al mio antico ‘maestro di vita’ ho scritto.

Chi voglia, il 31 dicembre prossimo dalle ore 11 – piova, nevichi o splenda il sole – potrà partecipare alla consueta commemorazione che del grande narratore faremo a Luino partendo a quell’ora dal cimitero per dipoi sederci a tavola per mangiare e bere alla sua memoria.

Qui e adesso, intendo ricordarlo inconsuetamente.

Novelliere, narratore illustre, Chiara debuttò allo scrivere come poeta.

E’ quindi dal suo primo lavoro, la raccolta ‘Incantavi’, che prendo e riporto la poesia che dà titolo al libretto, non senza avere ricordato che appunto ‘Incantavi’ era il nome di alcuni cascinali collocati sopra Luino:

Piero Chiara

Piero Chiara

 

“Agl’Incantavi il sole

sul molle clivo

e la facciata bianca

del fulvo autunno

alza i bagliori.

 

Deviano i venti crudi

al suo dorsale,

e rimarrà nel verno

mite d’aria

e di colori”.

2 Responses to Piero Chiara: va finendo l’anno del centenario

  1. paolo montemurro ha detto:

    Buongiorno,
    se non fossi cosi’ distante parteciperei.
    Difatti Piero Chiara era (è) il mio scrittore italiano preferito.
    Quando abitavo a Varese (Via Fabio Filzi, dietro ai Giardini lato lago) sulla strada di casa dal centro e viceversa,attraversando piazza della Motta, lo incontravo spesso non sapendo che era lui.
    Mi colpiva lo sguardo, abbastanza “scrutatore” .
    Solo anni piu’ tardi al triste annuncio “è morto Piero Chiara” dalla foto l’ho riconosciuto.
    Non sapevo che il padre era siciliano.
    Attenzione agli imitatori, ai cloni.
    Saluti
    Paolo Montemurro

  2. Antonio ha detto:

    Da anni coltivo il progetto di mettere in scena il suo libro da me amato “Il piatto piange”, bisognerà parlarne caro Raffo, ma forze contrarie politiche e non solo, anche amministrative e conventicole di cui non faccio parte, non me lo hanno mai permesso.
    Peccato. E’ uno dei libri più emozionanti che lessi a 18 anni e che ogni tanto rileggo fra le risa e gli occhi lucidi.
    Conobbi Piero Chiara con sua moglie a un pranzo ma la mia timidezza mi impedì di dire allo scrittore tutta la mia gratitudine. Me ne pento.
    E’ vero, le sue poesie vanno rilette e recuperate, anche se a volte mi dico che, dopo alcuni scempi che ho sentito in giro di letture poetiche, forse è meglio godersele nel silenzio della propria stanza.
    Antonio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *