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Della necessità di ‘unità cinefile’

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Immancabilmente, ogni volta che i telegiornali danno notizia di un rapimento o di un sequestro, aggiungono (nel mentre sullo schermo scorrono immagini di repertorio che propongono schiere di segugi impegnate nella bisogna) che per le conseguenti ricerche sono già in azione apposite ‘unità cinofile’.

Ma i delinquenti, ben sapendo come e in qual modo gli inquirenti agiscano in questi casi, se sani di mente, si guardano bene dal lasciare tracce che conducano a loro o al rapito i pur addestratissimi cani.

Fossi nei panni di un investigatore, considerato che, messi insieme film, telefilm e fiction, sono oramai almeno un milione le pellicole che si sono occupate di descrivere i più diversi delitti e di esaminarli da ogni possibile punto di vista, chiederei l’aiuto di uno o più esperti cinefili dotati di grande memoria, anche perché capita non di rado che qualche mariuolo metta in atto il progettato delitto seguendo ed adattando una trama cinematografica che gli sembra acconcia.

A quelle cinofile si aggiungerebbero in tal modo le ‘unità cinefile’ e probabilmente con profitto.

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